Espressione dialettale tipica galatinese che non indica soltanto un luogo, ma soprattutto un modo di pensare, di vivere, fare relazione.
Sui gradini della Chiesa Madre, seduti e avvolti dal venticello ristoratore, che mai manca, ci si vedeva, si parlava, si progettava e si sognava. Era un piacere e si viveva la “piazza”. I gradini erano molto alti, perché lo spazio del sagrato, meno spazioso dell’attuale, luogo di preparazione alle funzioni religiose, quindi sacro e rispettato, delimitato da due lampioni in ghisa, erano puliti ed accoglienti.