In vista delle prossime amministrative a Galatina "occorre aprire una discussione seria"

"Non un cartello elettorale costruito a ridosso della scadenza, ma l’avvio di un cantiere politico pubblico, aperto e verificabile. Galatina non ha bisogno di una favola contro qualcuno. Ha soltanto bisogno di una proposta diversa di futuro"

Ho letto con attenzione l’intervento di Andrea Salvati.   Lo dico subito, senza ambiguità: Andrea ha compiuto scelte di campo diverse dalle mie ed io oggi mi colloco su un piano lontano, per idee e per metodo, dall’attuale amministrazione guidata dal Dott. Fabio Vergine.
Questo, però, non solo non mi impedisce, ma anzi mi impone, di riconoscere il valore di un contributo che prova a riportare il dibattito cittadino su un livello più alto, sottraendolo alle guerre personali e a dinamiche intrise di un provincialismo sterile da cui ormai bisogna prendere le distanze. È un esercizio raro di questi tempi e, proprio per questo, meritevole di rispetto.  
Condivido alcune delle preoccupazioni di Andrea, soprattutto quando richiama il rischio di una politica ridotta a racconto funzionale, utile ad alimentare schemi precostituiti e rendite di posizione.
È vero: una coalizione che nasce solo “contro” qualcuno, che gioca di rimessa e si limita a sommare esclusioni, difficilmente può apparire credibile. Su questo non posso che essere d’accordo. È proprio da qui, però, che sento il bisogno di spostare leggermente lo sguardo, di fare un passo avanti.  
In vista delle prossime amministrative, il confronto cittadino a Galatina, a mio avviso, non può essere ridotto a un confronto binario tra chi è dentro l’attuale amministrazione e chi ne resta fuori. Accettare questa impostazione significa trasformare il dibattito pubblico in una resa dei conti permanente, in uno scontro strada per strada incapace di parlare davvero a una cittadinanza sempre più distante e sfiduciata.  
L’alternativa possibile è più complessa, ma anche più ambiziosa: costruire un progetto politico che non sia semplicemente opposto all’esistente, ma che proponga una vera alternativa di città. Un percorso che parta da temi, priorità e scelte riconoscibili, capace di guardare oltre l’immediato e di interrogarsi sul modello di sviluppo che Galatina intende darsi nei prossimi anni. Assumendosi, in questo modo, una responsabilità collettiva che va oltre la critica, pur legittima, all’operato dell’attuale amministrazione. Perché oggi questo non basta più.  
Occorre aprire una discussione seria su questioni spesso frettolosamente liquidate: lo sviluppo urbano e la qualità degli spazi pubblici, il lavoro, il fare impresa, le politiche sociali e l’attenzione alle nuove fragilità, le opportunità per i giovani.
Temi che richiedono studio, ascolto e capacità di confronto e sintesi, non slogan né facili contrapposizioni.  
È solo in questo quadro che la pluralità delle sensibilità non rappresenta un limite, ma diventa una condizione necessaria da governare politicamente.  
Una proposta, allora, che nasce seguendo un metodo diverso. Non un cartello elettorale costruito a ridosso della scadenza, ma l’avvio di un cantiere politico pubblico, aperto e verificabile. Un percorso scandito per fasi, che produce prima contenuti e solo successivamente candidature: non più una sommatoria di liste o la risposta a esclusioni pregresse, ma la verifica di una reale condivisione di prospettive e metodo. Servono tavoli tematici aperti alla città, alle associazioni, alle imprese, al mondo del lavoro, della cultura, della scuola e del volontariato. Luoghi di elaborazione reale, da cui far scaturire documenti e proposte politiche chiare e vincolanti per chi deciderà di far parte del progetto o sostenerlo elettoralmente. La partecipazione che torna ad essere strumento di costruzione delle decisioni, non semplice cornice comunicativa.
È questo l'unico terreno su cui può attecchire un’alternativa politicamente credibile all’attuale amministrazione comunale: non dalla demonizzazione dell’avversario né dalla costruzione di racconti utili solo a chi ha già deciso il finale, ma da un lavoro politico serio, paziente e collettivo.
Se un percorso di questo tipo verrà avviato, credo che in città molte brave persone, competenti e generose, saranno pronte a mettersi a disposizione, chiedendo in cambio chiarezza e rispetto per la loro intelligenza.
Galatina non ha bisogno di una favola contro qualcuno. Ha soltanto bisogno di una proposta diversa di futuro.