Fernando Rizzo potrà raggiungere la tomba della madre autonomamente, l'Arciconfraternita fornirà una rampa

Ora come ci si muoverà per il resto del cimitero? Saranno singolarmente chiamate a risponderne le confraternite? O il Comune ha qualche obbligo a cui non potrà sottrarsi per sempre?

Dovrei essere semplicemente contenta. In fondo è grazie agli articoli sulla stampa che si è messa in moto la macchina del “dobbiamo risolvere”. Eppure mi rimane sempre un po’ di amaro in bocca quando mi rendo conto che, per agire concretamente, chi ha il potere di farlo ha bisogno della segnalazione dei giornali.
Fernando Rizzo, il 55enne galatinese, da tempo sulla sedia a rotelle, che nei giorni scorsi aveva denunciato il disagio di non poter entrare nella cappella del cimitero dove riposa sua madre senza dover essere caricato sulle spalle del figlio, oggi si dice contento.
Qualcosa si è smosso e la rampa, che gli permetterà di muoversi in autonomia per pregare davanti alla tomba della mamma, diventerà realtà. Lo ha detto a chiare lettere il priore dell’Arciconfraternita dell’Immacolata, Adolfo Notaro, che ieri mattina si è riunito al cimitero con Fernando, altri confratelli e l’ingegnere Cosimo De Giorgi. Il tecnico ha preso le misure e, con il progetto già ideato su carta, ha stabilito modalità e tempistiche per la realizzazione di uno scivolo all’ingresso.
“Sarà una struttura amovibile che non richiede l’intervento della Sovrintendenza - spiega Notaro - la confraternita si sta accollando completamente la spesa”.
I dubbi su di chi fosse la responsabilità relativa a questa problematica si sono accavallati nei giorni scorsi e il rimpallo tra Comune e Arciconfraternita è sembrato poco proficuo.
“Dopo la mia lettera ho ricevuto tante telefonate, da più parti politiche e non - racconta Fernando - ma ho avuto l’impressione che ci fosse il solito scaricabarili. A me importava poco capire chi dovesse muoversi concretamente, la cosa fondamentale era muoversi. Ringrazio la confraternita che ha preso in mano la situazione senza attendere oltre”.
Tutto è bene quel che finisce bene. Ma rimane la sensazione che servano i giornali per ricordare che le persone hanno diritti da preservare e una dignità con esigenze concrete.
Ora come ci si muoverà per il resto del cimitero? Saranno singolarmente chiamate a risponderne le confraternite? O il Comune ha qualche obbligo a cui non potrà sottrarsi per sempre?