L’abitudine a lasciare andare può essere per certi versi utile, ma può diventare qualcosa di pericoloso. Ancora di più lo è la prassi del non preservare. Non stiamo parlando di relazioni d’amore. O forse sì?
Quella per la quercia vallone di Galatina, almeno per gli ambientalisti veri (e non per quelli dell’ultima ora) e per chi ha a cuore il bello e la storia, si può definire una relazione d’amore. E come tanti rapporti di questo tipo è destinata ad alti e bassi, a momenti difficili, a problemi complicati da risolvere.
Nel tempo si sono susseguiti i punti interrogativi sulla tangenziale, su quanto potesse essere deleteria per un albero secolare una viabilità così a ridosso del suo rigoglioso essere.
Poi sono spuntati i graffiti indegni che hanno ricoperto il tronco dell’albero con il solo intento di imbrattarlo.
Oggi arriva il fuoco che ha tanto l’aria di essere un doloroso punto definitivo. Le fiamme, spada di Damocle di ogni estate, hanno bruciato gran parte di questo nostro tesoro naturale.
E ora? La ragazza che mi ha girato le foto del disastro non si è trattenuta: “L’incuria di una città che si vanta di essere candidata a capitale della cultura della movida! - dice con rabbia - Perché vedevo quanta erbaccia secca ci fosse intorno ogni volta che passavo e speravo in cuor mio che, quanto ho visto oggi, non accadesse mai. E invece…!”.
La quercia vallonea di Galatina è del tipo “quercus macrolepis”, una specie rara e protetta, un vero e proprio esemplare monumentale a rischio estinzione. Oggi è ricoperta di fuliggine e, se qualcuno non si interessa subito del suo stato di salute, è destinata a morire, se non è stata già del tutto annientata dall’incendio dei giorni scorsi.
In questo momento l’intento comune dovrebbe essere concentrato sul trovare una soluzione, ammesso che si sia ancora in tempo a farlo. Rimane una ferita profonda e una domanda che non può trovare risposta nei soliti video di propaganda politica.
Perché ci è più facile scegliere la strada dell’apparenza, della bella facciata, degli eventi di risonanza e poi ci perdiamo dietro quelli che dovrebbero essere gli impegni veri e concreti di una città che forse non sta scegliendo il modo migliore per promuoversi?