Il toponimo 'Galatina' non deriva dai due termini greci 'galas' (latte) e (A)tina (Athena o Atene). Lo aveva già fatto notare nel 1972 Antonio Antonaci, smentendo, in una nota, quanto scritto da Michele Montinari nella sua 'Storia di Galatina'.
Lo stesso monsignore, nel 1999 nel suo volume 'Galatina storia & arte' (Panico editore), aveva dedicato un intero capitolo al nome della nostra città riuscendo a dimostrare che gli storici precedenti (R. Rizzelli, B. Papadia, S. Arcudi) avevano lavorato di fantasia nell'identificare con la dea Minerva l'ultima metà del nome Galatina e con il latte la prima.
Nel 2025 Pietro Giannini e Biagio Virgilio, nel loro prezioso libro 'Galatina dall'antichità al Medioevo e oltre' (Congedo Editore), hanno pubblicato un attento studio, lungo almeno dieci pagine, per concludere che: “Sembra ragionevole la spiegazione del toponimo (Calatina) Galatina come una sorta di nome prediale (vale a dire, toponimo modellato sul nome del proprietario storico della terra) proposta da Gerald Rohlfs (1892-1986) (…) «territorio, terra della famiglia Galati.»”
I due studiosi inoltre ipotizzano fondatamente che Galatina potrebbe indicare «il territorio, terra dei Galatini (gli abitanti)». Tale spiegazione sembrerebbe avvalorata dal fatto che il toponimo-etnico medioevale Galatini sopravvive nel nome di una contrada del territorio galatinese nella direzione di Collemeto.”
In precedenza avevano anche sottolineato che sono da “considerare non solo come non documentati ma anche come storicamente infondati i tentativi dei dotti locali, a partire da un manoscritto perduto di Silvio Arcudi (1576-1646) e sulla sua scia, fino agli autori contemporanei, di attribuire a Galatina antiche origini greche, e perfino ateniesi, basandosi su consonanze fonetiche esteriori fra il toponimo e termini o nomi della lingua greca oppure attingendo ai miti ed elevandoli al rango di documentazione storica. In tali tentativi più che la ricerca della realtà storica, sembra prevalere l'intento patriottico di nobilitare il luogo ricercando a tutti i costi prestigiose origini greche, secondo una percezione e conoscenza della grecità del Salento che non distingue fra grecità antica magno-greca e grecità bizantina.”
La candidatura di Galatina a Capitale Italiana della Cultura 2028 doveva essere corredata da un dossier di presentazione. Ecco come i responsabili della Cultura galatinesi hanno presentato alla commissione giudicatrice la nostra città: “Secondo un’antica interpretazione, Galatina deriverebbe da Gala–Athina, cioè “il latte di Atena”, un dono divino che allude a nutrimento, sapienza e protezione. Non a caso, nello stemma cittadino compare la civetta, animale sacro alla dea, simbolo di intelligenza e veggenza che diventa anche protezione della salute fisica nella sua accezione Hygieia, divenuta poi con i romani Minerva Medica di cui si trovano molte tracce nella zona.”
Innanzi tutto al Sindaco ed al suo Consigliere delegato alla Cultura rivolgiamo un appello che estendiamo a tutti gli assessori e consiglieri comunali. Occorre che la storia della nostra città sia fatta conoscere a partire dalle scuole materne. L'amministrazione comunale potrebbe organizzare un corso di aggiornamento rivolto a tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado in cui si illustrino i nuovi studi, scientificamente fondati, sulla nostra città a partire proprio dal suo toponimo.
Foto di Biagio Virgilio. Basilica di Santa Caterina d'Alessandria: La creazione degli animali
Galatina non significa "Athena di latte"
Gli studi di Antonio Antonaci, Pietro Giannini e Biagio Virgilio lo dimostrano scientificamente ed ampiamente. Il dossier per la candidatura a Capitale della Cultura 2028. Occorre aggiornare gli insegnanti sulla vera origine del toponimo