Galatina2028. "Più che una pacca sulla spalla meglio una mano sulla coscienza"

All'indomani della presentazione del nuovo assetto governativo comunale, una domanda è lecito farsela: non sarà mica che il fatto di non essere stati ammessi tra le dieci città candidate come Capitale della Cultura 2028, non sia dovuta proprio al comportamento di questa amministrazione?
I giochetti interni, i cambi e scambi di poltrone, solo per rincorrere una breve vanagloria (ai posteri l'ardua sentenza - Manzoni docet!), rispondendo solo a logiche di paesello e non di Città con la "C" maiuscola, lasciano poco spazio ad una promozione seria ed alla valorizzazione della Città, anzi la rendono ridicola agli occhi di tutti.
Perché, al netto della bontà o meno del progetto presentato, credo che il vulnus sia proprio questo: un'amministrazione che non riesce proprio a farsi strada, ad aprirsi verso l'esterno del suo piccolo orticello provinciale trasformatosi nel frattempo in un "Risiko" di poltrone. Soffocata com'è da lotte intestine, accordi poco chiari se visti all'esterno (e soprattutto per i cittadini votanti), da sfide all'ultimo sangue per chi deve sedere, almeno una volta in consiglio comunale anche se di politica e/o di dinamiche di gestione del territorio non capisce proprio nulla e starà, è stato ed è perennemente inattivo e messo lì solo come pedina scelta da logiche di voto.
Per quanto si tenti di dimostrare con stelle luccicanti e festeggiamenti, champagne e autoincensamenti, Galatina è governata con un sistema avulso da qualsiasi logica di benessere e di stabilità per i cittadini ed il territorio.
Non esiste nemmeno una logica politica, o quantomeno esiste una logica che vorrebbe essere politica ma che, a partire dalle recenti elezioni regionali, ha rasentato (se non raggiunto) il ridicolo ed il grottesco.
Prima di darsi una pacca sulla spalla e dire che l'esclusione dalle prime dieci candidate al titolo di capitale della cultura 2028 rappresenta solo l'inizio e non la fine di una sfida (ma quale sfida?!), mi metterei una mano sulla coscienza, analizzando la povertà e l'inadeguatezza della "Politica" di questa amministrazione.

LETTERA FIRMATA DA UNA CITTADINA CHE CREDE ANCORA NELLA POLITICA CON LA "P" MAIUSCOLA