Gentile Direttore, sono rimasto molto colpito, non solo dal contenuto della lettera del sig. Fernando Rizzo, ma ancor di più dalle foto a corredo dell’articolo.
Una persona costretta ad essere presa in braccio dal proprio figlio per poter pregare davanti alla tomba della madre, una persona anziana costretta, dopo continue umiliazioni, ad uscire dall’ombra per pubblicizzare il suo disagio, per cercare di sensibilizzare prima di tutto la politica e poi l’opinione pubblica sulle problematiche legate alla sua disabilità, in considerazione dell’insensibilità e l’indifferenza dimostrata dalle istituzioni preposte.
Eppure, non chiedeva nulla di trascendente, ma il riconoscimento di un suo sacrosanto diritto. Sono certo o meglio auspico che dopo il clamore suscitato, il Sindaco, il priore dell’arciconfraternita ed il rettore della Chiesa dell’Immacolata si impegneranno per risolvere il problema del sig. Fernando.
Ma mi chiedo, quante persone con disabilità continuano a vivere un lockdown invisibile, non trovando il coraggio di denunciare le ingiustizie subite? L’incuria, la dimenticanza delle esigenze altrui e l’indifferenza dimostrata dalle istituzioni preposte verso le persone con disabilità rappresenta una forma subdola ma invalidante di discriminazione.
La presenza di barriere architettoniche nel 2026 è un grave limite all’inclusione sociale che impedisce ai disabili di vivere una vita piena e soddisfacente. Per stimolare la sensibilità dell’amministrazione comunale verso l'abbattimento delle barriere architettoniche, il principale strumento operativo è il PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) strumento introdotto dalla legge n. 41/1986 per mappare e rimuovere gli ostacoli in edifici e spazi pubblici. È il documento programmatico obbligatorio con cui il Comune censisce le criticità (marciapiedi, edifici scolastici, uffici, trasporti) e pianifica gli interventi di adeguamento.
Colgo l’occasione per chiedere ufficialmente al Comune se suddetto piano sia stato adottato e, in caso contrario, se abbia intenzione di mobilitarsi per avviare una mappatura delle criticità.
Per finire, invito il sig. Rizzo a tenerci informati e a non spegnere i riflettori su questa triste vicenda, sino a quando non verrà risolta definitivamente, ricordandogli che l’intera opinione pubblica è dalla sua parte e, che in caso contrario, NON RIMARREMO INDIFFERENTI!
Michele Tundo
Gentile Michele, a Galatina.it risulta che il PEBA del Comune di Galatina è stato redatto ma non ha ancora concluso l'iter per la sua applicazione. (d.v.)
"L’intera opinione pubblica è dalla parte di Fernando Rizzo"