"È sempre un bene ristabilire la verità storica"

Il contributo di Gino Rossetti, docente e vicesindaco di Galatina con Giuseppe Garrisi, sulla conoscenza della storia di Galatina. Un appello al Sindaco Fabio Vergine e all'assessore alla pubblica istruzione Diego Garzia

Gentile Direttore, caro Dino, ho letto anch'io il volume di Pietro Giannini e Biagio Virgilio, edito da Congedo in cui sono confutate le tesi sull'origine e il significato del toponimo della nostra Città.
Pensa che a metà del Cinquecento fu introdotta la civetta coronata nello stemma cittadino, che aveva solo le chiavi pontificie, per sottolineare le origini greche, tanto forte era la spinta tra i dotti dell'epoca a nobilitare un territorio che, ahimè, non poteva vantare ascendenze tanto antiche.
È sempre un bene ristabilire la verità storica nelle grandi e nelle piccole cose.
Un percorso del tutto opposto si ebbe allorché fu mutata la denominazione dell'Ospedale orsiniano, nella prima metà dell'Ottocento, nel trasferirlo dalla sua sede originaria (attuale Palazzo Orsini) al soppresso Convento dei Carmelitani in via Siciliani: l'antico, glorioso nome di Ospedale Santa Caterina fu mutato in 'Ospedale Civile' e poi 'Ospedale Civile Antonio Vallone'.
Non capirono che in tal modo rinunciavano a un nome prestigioso che affondava le sue origini nella storia dei nobili Orsini del Balzo per inseguire la moda laicista, anticlericale del momento.
Bene ha fatto, negli anni Sessanta del secolo scorso, l'On. Beniamino De Maria nel denominare di nuovo il nosocomio galatinese 'Ospedale Santa Caterina Novella' ('Novella' proprio perché si trattava di una nuova costruzione).
Già gli Olivetani, una volta ricomposta l'aspra diatriba con i Francescani, nel 1507, costruirono il monastero e una chiesa fuori le mura denominandola 'Santa Caterina Novella' (attuale San Biagio, ndr). Avevano capito l'importanza di mantenere una denominazione storica.
Naturalmente concordo con te che sarebbe auspicabile lo studio della storia della Città in tutte le scuole.
A proposito di insegnare la storia locale nelle scuole quando ero in servizio ho sempre privilegiato questo aspetto. Con gli alunni del mio ultimo ciclo, qui a Galatina, ho pubblicato anche un libriccino a conclusione di un lavoro didattico durato un paio di anni (Allego alcune pagine).
Nel libretto in questione, le mie colleghe di modulo trattarono altri due aspetti: i giochi di una volta e la cucina tipica della tradizione galatinese.
Per visitare i diversi luoghi, spesso ci servivamo del trenino che in quegli anni, soprattutto nei giorni di festività, girava per la Città. Apparteneva ad un bidello della nostra scuola e, con un modico contributo, si prestava ad accompagnarci. Ti lascio immaginare l'entusiasmo dei ragazzi.
Un caro saluto.

Gentile Professore, caro Gino, spero che il Sindaco Fabio Vergine e l'assessore alla Pubblica Istruzione Diego Garzia vogliano trarre ispirazione dalla tua esperienza, non solo didattica ma anche politica di vicesindaco con Giuseppe Garrisi, per concordare, insieme ai responsabili di tutti gli istituti scolastici galatinesi di ogni ordine e grado, il miglior modo per far conoscere la storia della nostra città a tutti gli studenti.
Sarebbe anche auspicabile che, a partire dall'esperienza acquisita con i lavori per Galatina 2028, tutte le associazioni culturali galatinesi si mettessero insieme per supportare l'Amministrazione comunale nella predisposizione di un agile strumento didattico sulle vicende storiche galatinesi. Ricambio i tuoi graditi saluti. (Dino Valente)