Gentile direttore, mi trovo un po' disallineato rispetto ai miei 'fondamentali di politica' che hanno caratterizzato il mio percorso sempre a sinistra. Vi faccio qualche esempio, come si dice: concreto.
Sono a favore della 'remigrazione' perché ritengo sia un provvedimento quello di “rimandare nel proprio paese chi è in Italia a delinquere o si è macchiato di pesanti condanne”, che tutela tutti gli immigrati regolari e perbene che non lo fanno, che si spaccano la schiena, che rispettano le regole e cercano anche con fatica di integrarsi nel migliore dei modi in un contesto non loro.
Il loro atteggiamento mette nei casini le persone che rispettano le regole, le tante persone educate. Che conservano le loro radici ma amano la nazione che li ha accolti, ne rispettano la cultura, le tradizioni, le leggi e le istituzioni e non considerano mai il paese che accoglie un paese da devastare.
Colpire tutti per pochi non è giusto, è giusto che quei pochi o tanti che siano tolgano il disturbo e lascino il posto a chi conosce bene il significato della parola 'riconoscenza'. Tanti atteggiamenti fuori dalle regole rovinano l'immagine di tanti poveri cristi di immigrati che vengono ingiustamente accomunati.
Posso assicurare che della remigrazione sono contenti tutti gli immigrati onesti che non fanno niente di male ma che vengono additati e forse odiati per colpa degli altri.
Vi dirò pure d'essere a favore del “premio di maggioranza” per cui chi vince anche con un solo voto in più governa togliendo situazioni di inciucio, di governi tecnici, di ribaltamenti e ribaltoni.
Vi dirò pure che sono favorevole all'istituzione delle preferenze, voglio scegliere chi mi deve rappresentare voglio scrivere il suo nome sulla scheda, non voglio che siano le segreterie politiche a scegliere per me. Chi ha paura di doversi misurare col consenso se ne stia a casa.
E inoltre in merito al caso Roggero, aggiungo che pur comprendendo la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è legale, non si può pretendere che chi ha appena subito una rapina, ragioni con lucido distacco o con matematica freddezza. Chi viene aggredito vive la rabbia, vive la paura, vive una situazione estrema che nessuno può minimamente immaginare. Trovo giusta la richiesta di grazia per Roggero ma è un caso solo, quello che serve è una riforma.
Ciò detto e premesso, fossi più giovane potrei pensare ad una tardiva 'maturazione' ma forse è solo colpa delle stagioni che non ci sono più e che confondono e cambiano le maturazioni e le convinzioni che prima valevano e dopo un po' no. Ma quello che mi chiedo con più insistenza, è: sono stato io a cambiare i miei 'punti di vista' da una posizione di sinistra o forse sono stati altri a cambiare per incomprensibili e forse dannose ragioni politiche i loro 'punti di vista'.
Gentile Piero, forse usare nel 2026 le categorie politiche ottocentesche di 'destra' e 'sinistra' non è una buona idea. Pannellianamente continuo a ragionare sulle soluzioni ai problemi e non sulle bandierine. Cari saluti. (Dino Valente)
Destra e sinistra, problemi e soluzioni