I fatti sono ormai noti. In città, a Galatina, qualche giorno fa sono stati notati degli adesivi (in centro e presso lo stadio) raffiguranti Anna Frank che indossa la maglia della squadra di calcio del Maglie. Ciò che non è noto è il perché di questa discutibile comparsa.
Ipotizzando che gli anonimi autori fossero galatinesi, si può pensare che avessero l’intento di denigrare l’avversario paragonandolo alla ragazza ebrea simbolo della crudeltà nazista e della Shoah? E se fosse questo lo scopo, è plausibile parlare di razzismo? O forse è più giusto parlare di ignoranza e stupidità?
Qualsiasi siano le risposte a queste domande, la cosa ha portato tanti a riflettere. A prendere le distanze sono state in particolare le persone che per prime sono state accusate di un simile atto.
Subito l’ASD Galatina Calcio, con una nota sui social, ha ribadito: “Tali iniziative sono da considerarsi esclusivamente personali e non sono in alcun modo riconducibili alla Società, ai suoi dirigenti o alle attività ufficialmente promosse dal Club.
Pur riconoscendo e apprezzando il sostegno e la passione dei propri tifosi, la Società ribadisce l'importanza del rispetto delle persone, dei luoghi e delle regole, invitando tutti a evitare comportamenti che possano danneggiare l'immagine del Club e della nostra città.
Questa Società condanna fermamente pertanto qualsiasi atteggiamento discriminatorio, offensivo o lontano dai sani principi dello sport”.
Ancora più forte la condanna da parte di un gruppo organizzato dei tifosi del Galatina che ogni domenica seguono la propria squadra del cuore nelle gare del campionato di eccellenza.
“Siamo estranei a questi fatti deplorevoli - spiegano i supporters biancostellati - siamo sicuri che chi ha agito è qualcuno al di fuori della nostra cerchia. Siamo persone rispettose degli altri e di certi valori.
Siamo impegnati nel sociale, organizziamo continuamente degli eventi per poter donare qualcosa alla città, lo abbiamo fatto con la Caritas, con il reparto di pediatria dell’ospedale e a breve decideremo come investire il ricavato di una cena che abbiamo fatto a luglio con altre tifoserie.
Galatina è nel nostro cuore sempre e non faremmo mai nulla per disonorarla. Ci dissociamo fortemente da questa azione”.
Gli adesivi nel frattempo sono stati rimossi, ma il fatto, ricorda qualcuno, non è del tutto nuovo. Anche lo scorso anno questi stickers erano apparsi in città, ma evidentemente nessuno ha fatto caso al messaggio offensivo che volevano far passare.
Ferma condanna del gesto degli autori dell'adesivo è stata espressa, a nome dell'amministrazione comunale, da Francesco Sabato, assessore allo sport.
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