"Felice sì, ma son Fedele"

Anche con il passo ormai lento la tua mente viaggiava veloce. E chi la fermava? Indietro per raccogliere i ricordi, tanti, ogni giorno, perché ogni giorno ne aveva uno da raccontare. E avanti per il futuro che immaginavi per noi, i tuoi ragazzi, oggi giovani adulti con una cicatrice profonda nel cuore che ci hai insegnato ad allenare con il sorriso.

Se non ci sono parole davanti alla morte, dobbiamo urlare alla vita

Strada Sannicola-Galatone. La mezzanotte è passata da più di quaranta minuti e il cielo è nero, di quel nero tipico dei giorni che si concludono nel silenzio dell'inspiegabile.
Ma a un tratto si accende una bellissima scia di fiammelle a solcare il manto scuro. Sono le lanterne a cui in genere si affidano i desideri, i sogni e un po' di magia. Tra quei bagliori del cielo immaginare che a terra da poche ore si sia consumata una tragedia sembra assurdo.

Tempo senza tempo

Come un dopo che non c’è, come un prima mai stato, come l’ora che fu, spezzata nel ticchettio, fermato a quel momento.
Tempo senza tempo da scandire, lancette sinistre, lame incrociate di spadaccini senza nobili scopi, senza donzelle da salvare, ma solo vuoti da creare.
Ogni catastrofe ha il suo “tempo senza tempo”, ha il suo orologio che ha smesso di attendere, promettere, ricordare, fingere, esaltare.

Sotto il saio niente

Si gridi pure alla blasfemia, si chiudano pure gli occhi e ci si tappino le orecchie. Accostare la parola “sesso” alla parola “convento” può facilmente apparire un’eresia, ancora più plateale se il convento in questione è quello di Padre Pio.

La tragedia. E il suo contorno.

Se vi si è strappato qualcosa dentro, se quel boato non ha raggiunto le vostre orecchie, ma in qualche modo dal momento dello schianto le mani hanno iniziato a tremare e vi si sono riempiti gli occhi di lacrime, smettete di cercare dovizia di particolari su questo o quel morto. Lasciate stare i commenti di chi arriva sul posto prima di tutti non per raccontare, ma per curiosare. Non fatevi impietosire dai filtri che mettono per dire quello che dicono, dai ricami con cui caricano la notizia per renderla sceneggiatura di un film improvvisato.

Corso Porta Luce e Via Roma a senso unico

“Al fine di venire incontro alle numerosissime lamentele ed istanze di esercenti e rappresentanti di associazioni di commercianti per lo snellimento del traffico cittadino e aumento dei parcheggi nella zona del centro cittadino, l’istituzione, in via sperimentale e per la durata di mesi tre a decorrere dalla data di attivazione della diversa regolamentazione della circolazione stradale, salvo successiva e definitiva adozione, il: Senso unico di marcia su corso Porta Luce, nel tratto compreso tra via Gallipoli e piazza Dante Alighieri, (con indicazione della direzione di ma

Se non fossi una brava persona

Ecco. Ci risiamo. Un altro "sono" che diventa un "ero". Ero una donna, ero una madre, una figlia, una sognatrice, un'imperfetta come tutti, una desiderosa del bello e buono come la maggior parte.
E tu, uomo, non nasconderti adesso dietro la follia. Può essere nobile arte quando stimola la creatività, ma non può diventare alibi di distruzione. Non più.

Ciao, Marco



Preferire il cielo alla terra

Non ho visto nulla, se non qualche angolo di luce attraverso i tuoi occhi. Non ho ascoltato nulla se non il rumore quasi sibilato dei tuoi sorrisi mentre sognavi di me, per me. Con me.
Non ho detto una parola, raccontavi tu di quello che sentivi immaginando cosa potessi sentire io. Perchè io non sentivo nulla o forse semplicemente non sapevo cosa sentire. Non capivo.
Mi cullavo, senza comprendere perché mi venisse naturale seguire quel battito di cuore. Ero piccolo, troppo piccolo.

Basta un bacio

Sul muro da cui penzolo, monco, cammina ogni sorta di verme. La campagna, nel suo isolamento dalla città e dai suoi fronzoli, lo alimenta di silenzio. E quel verme si sente libero di passare sopra le mie braccia livide, accanto al mio capo trafitto, alla mia pancia che non ha più ventre.
Sono qui da tanti anni, occhiata veloce di un contadino che accenna al segno sacro prima di consumare il suo piatto di legumi, prima di tornare alla sua terra e al suo muto dovere. Ora neanche quello. Buio e solitudine per le mie piaghe dimenticate.