Antonio Marra

03.07.2022

Gentile Direttore, sul Fatto Quotidiano del 29 giugno u. s., a pag. 17, c'è un articolo a firma Domenico Gallo, a mio avviso molto interessante, nel quale si sostiene la tesi secondo cui la scissione del M5S operata da Di Maio sarebbe funzionale rispetto ad un indebolimento del Movimento stesso al fine di eliminare un ostacolo alla realizzazione del disegno,


05.01.2019

Caro direttore, i media di ogni genere ci ammanniscono a getto continuo polemiche e pareri pro e contro il reddito di cittadinanza. Ma raramente mi capita di veder espresso un concetto che dovrebbe, in una democrazia come la nostra, essere posto alla base di ogni discussione, e cioè che da esso (o da misure analoghe) non si può comunque prescindere,


02.12.2016

Se andate a cercare su La7 il programma “L’aria che tira” (http://www.la7.it/laria-che-tira/rivedila7/laria-che-tira-puntata-011220...) del 1° dic. e spostate il cursore alla fine, su 1h e 58’ circa, potrete vedere e sentire come l’On. Roberto Speranza


13.03.2013

Caro direttore, anch’io avevo pensato e scritto e anzi avevo dato per certo che alle elezioni sarebbe seguito un accordo programmatico tra PD e M5S e la conseguente nascita di un governo.


29.01.2013

Perché in America nessuno si scandalizza quando su alcuni temi maggioranza e opposizione convergono, mentre da noi si grida immediatamente all’”inciucio”? Semplice: perché gli americani hanno imparato da un bel pezzo che ciò che conta nella valutazione delle proposte di legge non è il soggetto che le propone, bensì la convinzione circa la bontà dell’obiettivo da raggiungere.


22.01.2013

“La comunità dei cittadini è fonte delle leggi e titolare dei diritti. Deve riguadagnare sovranità cercando nei movimenti civici il meccanismo-base della democrazia, il serbatoio delle idee per una nuova agenda della politica.


08.10.2012

Signor Sindaco e Signora Vice Sindaco, sto seguendo la questione dell'Ispettore ambientale e la cosa mi sta provocando un po' di depressione perché constato che, malgrado le promesse di cambiamento, ricadiamo continuamente in uno stile di governo della cosa pubblica che puzza di stantìo. Persiste la pessima abitudine di governare sempre delegando a qualcun altro ciò che si dovrebbe fare in prima persona o ciò che è già di competenza di altri, regolamenti alla mano, prendendo atto passivamente della dichiarata e non verificata impossibilità per questo "qualcun altro" di adempiervi.


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