La 'Rigenerazione urbana' di Galatina

"Regolamentare una pianificazione, rivolta sia ad una crescita più moderna della città, sia a farla diventare più aperta, accogliente, partecipativa, inclusiva e, in ultimo ma non ultimo, più bella"

In quest’ultimi anni a Galatina, sotto la Giunta del dott. Fabio Vergine e in particolare con l’Assessorato all’Urbanistica e all’Assetto del Territorio, gestito dall’esperto ing. Guglielmo Stasi, si è rianimato prepotentemente l’interesse per la materia della rigenerazione urbana, disciplinata in maniera organica dalla Legge della Regione n. 21 del lontano 21.07.2008.
La denominazione di rigenerazione urbana è comunemente impiegata per designare un insieme coordinato di interventi rivolti al recupero, alla riqualificazione e alla rifunzionalizzazione di ambiti urbani caratterizzati da degrado fisico, socioeconomico, da fenomeni di sottoutilizzo o di abbandono del patrimonio edilizio esistente. Pertanto, essa si configura come concetto più ampio e complesso rispetto alle tradizionali categorie della ristrutturazione edilizia o del recupero urbanistico, in quanto non si limita a migliorare la qualità del tessuto edilizio, ma promuove e incentiva programmi, fra tutela e sviluppo sostenibile, intesi soprattutto come strumenti di alleanza e partnership tra interesse pubblico e pubblico-privato.
Concetti chiave per comprendere e portare a termine iniziative di rigenerazione urbana, tra tante altre regole, mi preme sottolineare i seguenti punti: - partecipazione degli abitanti alla elaborazione delle proposte al fine di garantire risposte ai loro bisogni, desideri e aspettative; - coinvolgimento degli attori pubblici e privati durante la progettazione e attuazione del programma; -sostenibilità ambientale, nelle scelte progettuali, per migliorare le qualità ecologiche della città.
Gli strumenti operativi previsti e finanziati dalla legge Regionale sono i PIRP (Piani Integrati per Rigenerare le Periferie) o i PIRU (Piani integrati per la Rigenerazione Urbana). Strumenti già utilizzati in precedenza dalle Amministrazioni Antonica, Coluccia e Amante per ottenere finanziamenti rivolti a rigenerare parti della città: nuove pavimentazioni, parcheggi e programmazione del verde e delle urbanizzazioni di tutto il settore ovest della città (compresa la circonvallazione), Piazzale della Stazione e corso Re d’Italia con zone attigue.
Galatina, a sentire l’attuale  Capo di Gabinetto (ex-Assessore all’Urbanista e Assetto del Territorio, ing. Guglielmo Stasi, si vuole avviare un percorso “di potente rigenerazione urbana” attraverso due grandi interventi: - Il Grande Parco Periurbano (ai confini dei centri abitati) di interesse territoriale, finalizzato alla rigenerazione ambientale e decoro urbano, ad ovest della città. - Il Progetto per la riqualificazione dell’area dell’ormai ex Quartiere Fieristico, attraverso un polo integrato di servizi, a nord sulla via per Lecce. Ambedue i progetti fanno parte delle linee programmatiche, del capitolo “Territorio”, di cui al mandato amministrativo, proclamato dalla coalizione del dott. Vergine, per il periodo 2022/27.
Vediamoli nel dettaglio. 1) Il progetto del grande parco Urbano, che interessa i comparti n. 16 e17 del PUG (zona due Trappeti), in parte già finanziato da PR Puglia-FSR-2021/27, oltre ad essere dotato di servizi urbani (verde, orti, spazi per attività all’aperto e zone speciali per il benessere degli animali) su quasi 9000 mq. di aree urbane, dovrebbe interessare e coinvolgere anche un vasto territorio che comprende almeno tutti i comuni compresi nell’ Ambito Territoriale Sociale. Questi sarebbero connessi tra di loro attraverso percorsi pedonali o ciclabili, onde consentire ai fruitori di visitare e apprezzare i siti più rilevanti dal punto di vista storico-artistico e paesaggistico. Ciò consentirebbe, evidentemente, anche una riqualificazione ambientale ed economica di tutto il territorio intercomunale.
2) Il progetto/studio di fattibilità dell’ex Quartiere Fieristico interessa un’area di circa 17,5 ettari, comprese le aree attigue. Esso prevede la trasformazione dell’ex Quartiere Fieristico in una “Cittadella” opulenta mista di business, cultura, sport e ambiente. Al suo interno sono previsti, oltre alla ristrutturazione e riqualificazione dei volumi esistenti, spazi per un Mercato Permanente e per quello settimanale; un Teatro e anfiteatro di 11.000 mq.; un Campo Volo e musica di 25.000 mq. e una zona a verde per salvaguardare tutta l’area dei grandi eventi, capace di accogliere 20.000 persone. E ancora. Un orto botanico e spazi espositivi per 23.000 mq. (tra cui uno per l’arte contemporanea) ed infine uno spazio di 50.000 mq. per realizzare un centro nuoto, una pista per l’atletica a otto corsie e un centro medico. Infine un sistema di campi di padel.
Per la sostenibilità architettonica e ambientale di quanto previsto dal progetto si dovrebbe ricorrere ad un sistema di coperture traforate in grado di fornire, in un anno 13.000 kWora di energia solare e contemporaneamente recuperare 5 milioni di litri di acqua reflue.
Per fruire di tutti i servizi del complesso è prevista un’area di parcheggi differenziati, a raso e interrati, per una capienza di 3000 posti macchina.
Sulla carta tutti e due progetti strutturali sono ammirevoli e condivisibili e potrebbero, finalmente, cambiare sostanzialmente l’assetto urbanistico non solo della città di Galatina ma di tutto il territorio circostante, con ripercussioni positive anche nel campo economico sociale e culturale.
Quale è il rischio di una progettazione così ambiziosa?
E' che se progetti, così complessi e da coordinare tra loro, non si affrontano fin dall’inizio con un tracciato di trasparenza procedurale, di partecipazione popolare e associativo (ASI, Enti sociali, culturali e sindacali ecc.) supportato da garanzie imprenditoriali, rischiano di rimanere nel libro dei sogni, come spesso è accaduto in passato (PRG di Congedo, PRG di Cervellati, PRG di Conversano e D7) e di recente anche con la meno nota proposta dell’ Amministrazione Amante quando, come Sindaco (2021) ha presentato alla cittadinanza la sua idea per rilanciare l’ex area del Quartiere Fieristico: trasformare il sito in una sede per la riqualificazione e formazione degli artigiani salentini, un “Industry Accademy Multisettoriale” da mettere a disposizione delle Aziende manifatturiere, per lo sviluppo integrato di tutto il Comprensorio del Sud Salento.
Progetto quest’ultimo molto più solido e realizzabile dei due sopra richiamati, che l’attuale Amministrazione Vergine lo ha ignorato, mettendolo da parte perché ritenuto poco convincente. La “RIGENERTAZIONE URBANA” non è un evento che si esaurisce in poco tempo con il taglio di un nastro, con una adunata tra gli addetti ai lavori o con un semplice comunicato stampa, ma esso si realizza attraverso un articolato e lungo “processo strutturale” fatto di incontri, dibattiti e assemblee pubbliche. Deve essere cioè un programma di pianificazione e progettazione a lungo termine perchè i risultati dei suoi contenuti condivisi devono ridare concretamente funzionalità e bellezza alle parti delle città degradate. Ciò non basta perché, a obiettivi raggiunti, occorre pensare a come integrare i vari servizi per farli diventare parte di un sistema di gestione e manutenzione inteso come infrastruttura di servizi permanenti. Esperienze a tutto tondo che devono portare ad acquisire “una filosofia complessiva del cambiamento”, come sosteneva il celebre architetto urbanista e storico dell’arte Italo Insolera, in occasione di una sua recente mostra a Roma “Periferie inquiete”.
Concludo come sempre con un esempio. Nell’ambito del progetto della “Cittadella” (ex Quartiere Fieristico) è prevista un’area di 7.300 mq per spazi espositivi di arte contemporanea. Idea in linea da quanto ipotizzato dal programma del MAXXI di Roma (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) che prevede scambi e sostegni culturali con sedi distaccate nelle periferie italiane.
Nel fare questa proposta i tecnici e gli amministratori hanno mai coinvolto l’universo creativo dell’arte presente da sempre a Galatina? (Pittori, scultori, musicisti, poeti, giornalisti, attori, fotografi ecc.) Artisti che da tempo operano in città e che tanto lustro le danno.
Mi riferisco anche a tutto quel mondo culturale, diffuso e variegato, raffigurato dalle decine di Associazioni che si pregiano di esser portatrici di istanze culturali. E per ultimo e non meno importante tutto il mondo della scuola, rappresentato dai Licei e soprattutto dai docenti e ragazzi del prestigioso Liceo Artistico “Gioacchino Toma” su via Gaetano Martinez.
Domanda: gli spazi previsti nella “cittadella“ per l’arte contemporanea, collegata con il MAXXI di Roma, non sarebbe meglio riservarli al potenziamento e al rinnovo dello scarso e obsoleto Museo Civico “P. Cavoti”? Solo così si può realizzare a Galatina quanto il compianto prof. Zeffinino Rizzelli profetizzava nel lontano settembre 1999 quando, sul giornale locale “il galatino” lanciava la  proposta, sottoscritta da atri 12 illustri cittadini, riguardante: 1) Costituire a Galatina un Centro di Documentazione Visiva delle Arti del XIX e XX secolo, con esplicito riferimento alla territorialità salentina, spaziante dall’architettura alla pittura, dalla scultura alla fotografia, dalla musica alla moda, dall’editoria al teatro, ecc. 2) Affiancare a tale Centro una Galleria di Arte Contemporanea in cui si possono compiere non solo verifiche sull’esistente ma proposte innovative per il futuro in stretto rapporto con il locale Liceo Artistico e con l’accademia di Belle Arti di Lecce. Questi due Centri, affiancati all’attuale biblioteca e Museo Civico, dovrebbero conferire a Galatina un ruolo di Polo Operativo Artistico Multiplo con azioni da irradiarsi verso l’intera area del Salento.
Spetta all’Assessorato all’Urbanistica e ai tecnici incaricati per redigere la Variante al PUG avviare un percorso di trasparenza, privo di interpretazioni e speculazioni ideologiche, inquadrare la problematica della “rigenerazione urbana” e connetterla anche ad azioni che promuovono lo sviluppo e il rinnovo dell’Arte Contemporanea.
Per fare questo però è necessario regolamentare una pianificazione, rivolta sia ad una crescita più moderna della città, sia a farla diventare più aperta, accogliente, partecipativa, inclusiva e, in ultimo ma non ultimo, più bella.