"Raccontare al mondo intero chi siamo"

Caro direttore, innanzitutto le devo fare i complimenti per il dibattito che è riuscito a innescare sulla storia della nostra piccola patria e, francamente, non lo credevo possibile. Ha saputo, evidentemente, toccare le corde giuste e suscitare la voglia di dire la propria anche a chi su questi temi solitamente latita. Ma non è mia intenzione approfittare dell’occasione offerta da questo dibattito e dalla sua ospitalità per far polemica.
Lei parte dal recente libro meritoriamente edito da Congedo, ripercorre l’origine del nome della nostra città e sottolinea la revisione storica che ne è scaturita.
Questo testo mi ha ricordato per certi versi il libro di Mario Cazzato (da San Pietro a San Paolo) con il quale vengono sfatati miti che sembravano intoccabili (ma che non svelo; il libro è troppo interessante per farselo raccontare).
Entrambi i testi dimostrano che la storia o è revisionista o non è. Con buona pace dei cultori della favoletta da imparare a memoria e ripetere a pappagallo ad ogni turista in città.
La ricerca storica è scoperta continua ma per metterla in atto serve conoscere ciò che giace nella nostra ricchissima biblioteca, per esempio. Ancora, serve prestare attenzione ai mille angoli nascosti di questa città e valorizzarli. E serve tenere nella giusta considerazione chi ha segnato epoche e determinato ciò che questa città è diventata nel tempo: dai principi che l’hanno voluta agli intellettuali e artisti che hanno portato in giro per l’Italia e per il mondo il suo nome.
E serve attingere dal nostro immenso patrimonio culturale, materiale o immateriale che sia, elementi, spunti, storie e tracce per raccontare al mondo intero chi siamo. E farlo anche quando non abbiamo l’urgenza di dover scrivere un dossier per una candidatura. Che siamo Galatina città d’arte tutto l’anno, tutti gli anni. Qualunque sia il bando a cui dobbiamo partecipare, qualunque sia l’interlocutore al quale raccontarci. Forse può sembrare un percorso astratto e complicato ma, per averci messo le mani seppur in superficie, posso testimoniare che è non solo doveroso ma anche bellissimo e gratificante.

Caro Pierantonio, la tua non è una polemica ma un auspicio. 
Il Sindaco con la sua lettera a galatina.it, anche se non lo ha scritto esplicitamente, ha preso impegni precisi, perché in politica funziona così. E tu me lo insegni. (Dino Valente)