Risolto il caso del bambino che i genitori non potevano accompagnare a scuola

Il Presidente dell’Associazione “Portatori Sani di Sorrisi”, Pierangelo Muci, dopo aver letto l’articolo che aveva posto all’attenzione della comunità un “particolare” problema sociale, ha prontamente messo a disposizione della famiglia il taxi sociale di cui il gruppo di volontari dispone, consentendo in tal modo al piccolo studente di non perdere più neanche un solo giorno di scuola. La famiglia, immediatamente contattata, ha accolto con entusiasmo l’offerta di supporto da parte dell’Associazione che generosamente ha provveduto anche ad altre necessità non espresse ma certamente colte e comprese da chi osserva la realtà con occhi attenti e sensibili. Qualche giorno dopo, il Servizio Sociale Comunale ha convocato il nucleo familiare del minore per verificare i bisogni ed effettuare la presa in carico. Nella circostanza, il Servizio ha concordato con il padre del piccolo che l’accompagnamento a scuola sarebbe stato effettuato da una famiglia aperta e solidale del territorio nei giorni in cui la frequenza scolastica è resa complicata dal lavoro del padre (due giorni alla settimana, ndr). In questa vicenda ritengo doveroso far emergere alcuni concetti fondamentali di carattere sociale. La famiglia del piccolo, di origini nordafricane, si impegna ad andare avanti con grandissima dignità ma di certo con tutte le difficoltà che l’immigrazione e l’inserimento in un nuovo contesto sociale comportano. I problemi che i genitori incontrano per portare il piccolo a scuola non sono gli stessi di qualunque altra famiglia del posto che si avvale del supporto dei nonni, degli amici, dei genitori dei compagni di classe. Sono problemi legati alla propria condizione di immigrato, alla sensazione di isolamento e di disagio, che non necessariamente dipendono dall’ambiente circostante; problemi connessi all’incapacità di comunicare, non fosse altro per la mancanza di padronanza della lingua.
Da queste considerazioni, il compito della Scuola di andare incontro alla famiglia, proprio per onorare il Diritto allo Studio e all’Assistenza di cui ogni bambino del mondo dovrebbe godere. Dalle suddette considerazioni, il tentativo di coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale, in particolar modo dei Servizi Sociali, proprio per celebrare i valori della Solidarietà e dell’Ospitalità. Mi dispiace che il faro acceso su questo problema abbia sollevato un grosso polverone che si sarebbe potuto evitare, ma mi chiedo: -Se così non fosse stato, i Servizi Sociali si sarebbero mai occupati del piccolo e della sua famiglia? Adesso che questo nucleo familiare è stato preso in carico riceverà il supporto adeguato?... e non soltanto in merito al trasporto casa-scuola?
A conclusione della storia, si ringrazia l’Assessore ai Servizi Sociali che ha dimostrato sin da subito (solo dopo 45 giorni) applicazione pratica dei principi dell’Accoglienza e dell’Inclusione; lo si ringrazia poi in quanto prontamente (solo dopo 45 giorni) ha preso a cuore il problema ed ha fornito subito una risposta alle ripetute istanze provenienti dalla Scuola; lo si ringrazia perché, prima dell’ultima soluzione messa in campo, ha dichiarato nel suo comunicato che il piccolo avrebbe potuto usufruire di un servizio di trasporto concretizzato attraverso i PUC (Progetti Utili alla Collettività) impegnando un percettore di reddito di cittadinanza, dietro Delibera di Giunta; lo si ringrazia anche per aver spiegato puntigliosamente, a me e ai cittadini di Galatina, le diverse tipologie di trasporto distinguendolo tra “scolastico”, “socio-sanitario per disabili”, ”sociale PUC”. La prossima volta ci penserò due volte prima di avanzare richieste inopportune e fuori luogo. Tuttavia invito l’Assessore ad interpretare quelle proposte come un invito a risolvere il problema. Grazie Assessore per aver accolto l’invito.

Giovedì, 23 Dicembre, 2021 - 00:03