"Oil came", la memoria del cuore

Su Exploration of Cardiology, rivista scientifica cardiologica internazionale, un articolo a firma anche di Marcello Costantini

Ci sono memorie che scompaiono sotto i nostri occhi senza fare rumore. Nel Salento, negli ultimi due decenni, milioni di ulivi secolari sono stati distrutti da un batterio, la Xylella fastidiosa, trasformando paesaggi un tempo mitologici in distese spoglie e spettrali.
Non è andato perduto solo un patrimonio agricolo, ma qualcosa di più animistico: una memoria collettiva fatta di forme, emozioni, colori, odori. Una memoria del territorio.
È da questa immagine, tanto concreta quanto simbolica, che prende avvio questo articolo recentemente pubblicato su Exploration of Cardiology, rivista scientifica cardiologica internazionale.
Un passaggio apparentemente sorprendente — dagli ulivi al cuore — che in realtà si fonda su un’idea comune: tutte le cose, ma soprattutto quelle viventi, in modi diversi, conservano tracce del proprio passato.
Nel caso del cuore, questa traccia prende il nome di memoria cardiaca. Non è una memoria fatta di ricordi o emozioni, ma di segnali elettrici. Ogni battito richiede che il cuore venga eccitato elettricamente: senza elettricità il cuore non batte e la vita può fermarsi in pochi attimi.
Ciò che fornisce la corrente è una fonte rinnovabile, una piccola centralina situata nella parte alta del cuore di destra, che a costo zero fornisce a cadenza ritmica la corrente, battito per battito.
L’elettricità erogata dalla centralina si propaga poi seguendo un percorso preciso, sfruttando un sistema raffinato di cavi che la trasportano, fino a toccare ogni cellula, ogni piccolo angolo del cuore che in risposta all’eccitazione batte, pompando sangue e garantendo la vita.
Può succedere che qualcuno di questi cavi elettrici non funzioni, che perda la capacità di condurre la corrente e allora il cuore si adatta, il percorso cambia, ma il cuore batte lo stesso purchè almeno un cavo sia disponibile a trasmettere l’impulso elettrico.
A volte questi cavi, chiamati branche, si spengono anche in cuori che sembrano perfetti strutturalmente. Sono probabilmente delle alterazioni molecolari spesso ereditarie che ne pregiudicano il corretto funzionamento, per cui anche in soggetti giovani o relativamente giovani, con un cuore che sembra perfetto, può comparire un “blocco di branca”.
E, curiosamente, talora questi “blocchi di branca” in cuori apparentemente del tutto sani sono intermittenti, ossia compaiono e scompaiono da un battito all’altro, lasciando attonito il medico che osserva in diretta il fenomeno sull’elettrocardiogramma. Ma se il medico stesso ha una certa conoscenza di elettricità cardiaca egli comprende che la branca conduce corrente se tra un battito e l’altro c’è uno spazio di tempo sufficiente a fare ristorare la branca stessa, una branca evidentemente imperfetta, che ha bisogno di tirare il fiato.
Per intervalli di tempo troppo ravvicinati tra un battito e l’altro questo ristoro non avviene e la branca si blocca e può rimanere a lungo bloccata finche la frequenza dei battiti non diviene tale da permettere il ristoro della branca stessa, il ritorno alla conduzione normale.
Quando ciò avviene, il cuore continua a portare con sé un’impronta di quella fase di alterata conduzione, anche quando tutto sembra tornato normale. È come se il cuore, pur funzionando correttamente, conservasse l’ eco della propria storia recente, per una sorta di memoria.
Lo studio descrive per la prima volta in assoluto un caso particolare di questa memoria cardiaca.
In alcuni pazienti con blocco di branca sinistra intermittente e cuore per il resto apparentemente perfetto, l’elettrocardiogramma mostra un comportamento del tutto insolito: non solo sono evidenti le alterazioni da memoria classica quando la conduzione ritorna normale, ma si osserva anche, in presenza del blocco di branca sinistra, una concordanza tra la depolarizzazione elettrica e la ripolarizzazione (ossia tra l’eccitazione elettrica e il ritorno allo stato di neutralità elettrica, di riposo), che solitamente manca in presenza di blocco di branca sinistra, durante il quale, abitualmente, la depolarizzazione e la ripolarizzazione sono orientate in modo opposto.
E’ possibile che anche questo comportamento, che sembra tipico di un blocco di branca sinistra a cuore strutturalmente normale, possa essere dovuto agli stessi meccanismi che producono la memoria cardiaca.
Abbiamo chiamato questo fenomeno OIL-CAME — un acronimo tecnico, ma anche un gioco di parole: “l’olio è arrivato”.
Non è un nome casuale: l’acronimo richiama proprio quell’olio salentino oggi minacciato, evocando l’idea di un ritorno: il ritorno di un paesaggio, di una continuità interrotta, di una memoria che non si è del tutto perduta. Allo stesso modo, nel cuore, ciò che è stato lascia una traccia che può riemergere, talvolta in modo inatteso.
Comprendere questi fenomeni non è solo una curiosità scientifica. Le alterazioni della memoria cardiaca possono infatti somigliare a segni di malattie più gravi, e riconoscerle aiuta a evitare interpretazioni errate.
C’è inoltre ancora molto da scoprire e comprendere sia per quanto riguarda i meccanismi della memoria, sia per ciò che attiene alle sue possibili implicazioni aritmologiche. Ma c’è anche un valore più ampio, quasi culturale, in questa scoperta.
Ci ricorda che gli organismi — dal paesaggio al corpo umano — non sono semplici sistemi che si accendono e si spengono, ma realtà che portano con sé la propria storia perduta.
Allo stesso modo, nel cuore, ciò che è stato lascia una traccia che può riemergere, talvolta in modo inatteso. Certamente il cuore non ricorda come il cervello. Non conserva immagini di ulivi né il profumo dell’olio nuovo. Eppure, nel suo linguaggio silenzioso fatto di onde e intervalli, dimostra di non essere del tutto privo di memoria e forse di sentimenti. E in questa discreta capacità di trattenere il passato, risuona, in modo inatteso, qualcosa di profondamente umano: il desiderio che ciò che è stato possa, un giorno, tornare a essere.

L'articolo
M Costantini, JA Salerno Uriarte, L Costantini, L Sciarra, A Scarà, M Previtali , AT Ranieri, MV Elizari

Homophasic Idiopathic Intermittent Left Bundle Branch Block and cardiac memory (OIL CAME) : reappraisal of a distinct electrocardiographic phenotype.

Exploration of Cardiology-23 March 2026