"La politica non è un esercizio di autocelebrazione, ma assumersi la responsabilità di scegliere"

Michele Scalese replica ad Andrea Salvati

Leggo l’intervento di Andrea Salvati e, francamente, più che una riflessione politica vi trovo l’ennesimo esercizio di personalizzazione del dibattito pubblico. Molte domande, molte suggestioni, molte accuse rivolte a chi prova a costruire un’alternativa, ma pochissime risposte sul punto fondamentale: da che parte si sta?
Ripeto! Perché il tema non è Michele Scalese, non è il Partito Democratico, non è questo o quel dirigente.
Il tema è Galatina. In questi anni abbiamo denunciato il caos della viabilità, l’assenza di un piano traffico, la mancanza di una visione sul welfare, sugli alloggi popolari, sui trasporti e sulla mobilità urbana.
Abbiamo denunciato una città bloccata da cantieri senza cronoprogrammi chiari, un confronto democratico sempre più impoverito e un clima politico spesso avvelenato dall’aggressività social.
Abbiamo ricordato che molte opere oggi rivendicate dall’amministrazione sono figlie di finanziamenti e progettazioni delle amministrazioni precedenti.
Abbiamo contestato i cambi di casacca premiati con incarichi e deleghe.
Abbiamo denunciato una politica sempre più concentrata sugli equilibri interni e sempre meno sui problemi reali della città.
Su tutto questo, però, Salvati preferisce interrogarsi sulle dinamiche del centrosinistra. È un approccio legittimo, ma profondamente insufficiente. Perché se davvero si vuole una discussione seria, bisognerebbe innanzitutto spiegare ai cittadini come possa definirsi di centrosinistra chi continua, direttamente o indirettamente, a sostenere un’amministrazione che ha trovato nella Lega e in pezzi significativi del centrodestra alcuni dei suoi principali riferimenti politici e amministrativi. Su questo tema non bastano le formule generiche.
Serve chiarezza. Noi abbiamo una concezione forse antica della politica. Si resta nella propria comunità politica anche quando attraversa momenti difficili. Si difendono le proprie idee anche quando non sono maggioritarie.
Si sostiene una squadra anche quando perde. Si sostiene una famiglia, un amico, una comunità soprattutto nei momenti di difficoltà. Per questo continuiamo a stare nel centrosinistra senza esitazioni e senza scorciatoie. Altri, invece, sembrano vivere la politica come una continua ricerca del luogo più conveniente dove collocarsi. Ed è qui che emerge una contraddizione che merita una riflessione pubblica. Perché mentre si impartiscono lezioni al centrosinistra, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini il rapporto che intercorre tra alcune posizioni pubbliche e alcuni rapporti consolidati con l’amministrazione comunale.
Gli atti amministrativi sono pubblici e ciascuno può consultarli.
(...) Il Partito Democratico è disponibile a discutere con chiunque condivida la volontà di costruire un’alternativa credibile all’attuale amministrazione.
Anche con Andrea Salvati. Siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo e a costruire da zero una proposta per Galatina. Senza pregiudizi, senza rendite di posizione e senza personalismi. Ma una coalizione non si costruisce attorno alle ambizioni individuali né attraverso la demagogia del “sono tutti uguali”. Si costruisce attorno a valori, contenuti e scelte di campo.
Per questo continuiamo a pensare che il centrosinistra debba tornare a parlare di giustizia sociale, di servizi, di giovani, di periferie, di frazioni, di ambiente, di mobilità, di partecipazione democratica. Non di equilibri personali.
La politica non è un esercizio di autocelebrazione, ma assumersi la responsabilità di scegliere.
E prima o poi quella scelta tutti saranno chiamati a farla. Anche chi oggi preferisce criticare il centrosinistra mentre continua, nei fatti, a fornire una sponda politica all’amministrazione Vergine.