Pietro rappresenta "l'uomo", la meraviglia assoluta che questi è; e una meraviglia non è mai perfetta, come ogni creatura, opera voluta da Dio.
Gesù un giorno gli chiese: "Pietro mi vuoi bene, non mi abbandoni no? Pietro indignato ci restò male perché Cristo glielo chiese insistentemente per tre volte.
L'uomo Pietro aveva ragione a rimanerci male, lui aveva lasciato tutto: lavoro, famiglia, casa, tutto! Per seguirlo. Eppure Gesù gli fece quella domanda e per tre volte.
Passò del tempo, Gesù fu catturato e successe quella notte l'indescrivibile, un putiferio sconvolgente, venne il caos totale. Nel caos ci fu il "si salvi chi può"; uno, poco più che un ragazzo, arrivò addirittura ad impiccarsi.
Mentre i soldati romani stavano massacrando, facendolo letteralmente a pezzi, un altro essere umano (quel Galileo di Nazareth), una "serva" ( il termine "serva" opportunamente usato da tutti e quattro gli evangelisti sta ad indicare non una colf, una cameriera, ma la somma umana della meschinità, della miseria e della sporcizia che c'è nel delatore) segnala ai soldati ad alta voce la presenza di un altro Galileo "complice" di colui che stavano facendo a pezzi lì davanti.
L'uomo Pietro, in preda al panico e al terrore, indignato lo rinnega e lo fa trevolte. Il "gallo canta" lui fugge lontano; ma poi "pianse amaramente".
Il seguito lo conosciamo tutti. L'uomo Pietro, quell'uomo cambierà il Mondo e la Storia dell'Umanità. Lui, un uomo, dall'inizio alla fine. Tutto ciò che noi siamo oggi, nasce da quel "pianse amaramente" di un uomo.
"Pianse amaramente"