Quella mia amica del Villaggio Azzurro
Con il mozzicone della sigaretta appena fumata, accendeva la sigaretta successiva. Aveva le dita della mano destra annerite dal fumo e dalla nicotina e un alito pesante da grande fumatore quale era. Come “maestro” nulla da dire, bravo, generoso e soprattutto molto spiritoso. Quell’aula era sempre piena di fumo e noi tutti a respirare insieme a lui quel fumo denso e grigio di quelle sigarette “alfa senza filtro”.







