"A mani vuote e a piedi nudi”

L'insediamento di don Lucio Greco, nuovo parroco della Chiesa Madre

"A mani vuote e a piedi nudi”

”Vengo qui a mani vuote e a piedi nudi”. Don Lucio Greco, nato a Corigliano 49 anni fa, ha appena firmato il documento che verbalizza la sua presa di possesso canonico della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Galatina. Dopo essere rimasto ad occhi bassi e in silenzio durante tutta la suggestiva cerimonia, durata quasi due ore, detergendosi a tratti il sudore, raggiunge l’ambone e la Chiesa Madre gremita esplode in un lungo applauso che vuole essere un grande abbraccio di benvenuto.
Indossa un paio di sandali e mentre parla mostra i palmi delle mani. “A mani vuote per poterle stringere senza nascondere niente -dice- perché nulla mi si è attaccato alle mani in questi quasi venticinque anni di sacerdozio. E poi a piedi nudi perché vogliono camminare, perché sono come quelli di Mosè davanti al roveto ardente per contemplare la santità della terra che è anche quella di questa comunità e di questa città, senza chiedere nulla perché è Lui che chiede sempre l’essenziale. Sono i piedi nudi dei discepoli durante la lavanda dei piedi e non è un privilegio quello del maestro ma una lezione di vita. Vi ho dato solo un esempio perché quello che ho fatto io facciate anche voi visto che siamo tutti discepoli dell’unico Maestro che è Gesù”.
Parla per sei minuti e riesce a conquistare il cuore della sua nuova comunità mentre saluta quelle di Sternatia e Martignano (“presenti con folte rappresentanze”) le cui parrocchie ha guidato negli ultimi anni.
“A don Lucio auguro di dare la mano a tutti -era stato in apertura il saluto di don Aldo Santoro - di aiutare, di sollecitare, di spingere tutti”. L’assemblea aveva accolto con grande affetto il commosso parroco uscente ed anche a lui aveva tributato un lungo avvolgente applauso.
“Il passaggio della guida della comunità da don Aldo a don Lucio costituisce un evento ecclesiale carico di emozione ed insieme significativo. È un evento che ci fa comprendere -aveva detto monsignor Donato Negro, arcivescovo di Otranto, durante l’omelia- che a guidare la Chiesa non sono gli uomini ma il Signore ed il suo Spirito. Carissimo don Lucio inizia per te una nuova bellissima esperienza in questa comunità parrocchiale. So già che sei mosso dalla volontà di annunciare a tutti il Vangelo della gioia e della misericordia. Continua, come è tuo stile, a vivere con umiltà unito a Cristo nella preghiera quotidiana. Cogli con l’ascolto della Parola la volontà di Dio per ciascuno e per tutti. Abbi sempre la consapevolezza che sarà sempre il Signore ad indicarti la strada che dovrai percorrere con la sua generosità e la sua tenerezza. Ti darà coraggio e gioia e sarà sempre al tuo fianco”.
“Al nostro nuovo parroco va un sincero ed emozionato ‘benvenuto tra noi’ che racchiude in sé tutto il nostro rispetto, stima ed affetto -è il saluto che una giovane rappresentante della parrocchia legge con voce tremante mentre Marcello Amante, accompagnato da alcuni assessori, consiglieri e da Raimondo Valente presidente del Consiglio comunale, seduto al primo banco con la fascia di Sindaco, annuisce concentrato.
“Porgiamo un saluto al sapiente e generoso pastore, don Aldo, che ci ha guidato in questi anni rendendo bella e festosa la Chiesa Madre. Caro don Lucio -conclude- se le sembriamo timidi questa sera è perché ancora non la conosciamo”.  
“Cominciamo ad abbandonare il ‘Lei’ ed a passare al ‘tu’ dei fratelli è l’esortazione di don Lucio. La messa finisce. Il nuovo parroco va verso la navata. I suoi nuovi parrocchiani si affollano intorno a lui e stringono quelle ‘mani nude’ che impareranno a conoscere.

VIDEO Il saluto di don Lucio Greco