“La musica siamo noi…Viaggio tra le note” del Polo 3 di Galatina

Chiusura dell’anno scolastico con il botto al Polo 3 di Galatina. Giovedì sera le classi seconde e quarte della scuola primaria hanno presentato la performance “La musica siamo noi…Viaggio tra le note”, tratto dal progetto “Insieme si può” realizzato con i fondi PON FSE. Graditissimo anche l’intervento del gruppo danza della Scuola Secondaria “Giovanni XXIII”. Nella bellissima atmosfera del Teatro Cavallino Bianco la serata ha avuto inizio con la performance della II B diretta dal Maestro Ettore Romano. Dalle nozioni di ritmo, suono, melodia il percorso laboratoriale ha visto il raggiungimento di obiettivi quali scoprire e conoscere la propria immagine sonora attraverso l’uso della propria voce e del proprio corpo e scoprire e imparare a suonare la tastiera, dall’improvvisazione con la body percussion al brano popolare “L’acqua della funtana”, sempre utilizzando il proprio corpo come elemento ritmico fino all’esibizione canora con il brano “Farfalle”. A seguire l’esibizione dei bambini della IIC e IID diretti da Anita Tarantino il cui obiettivo è stato quello di fornire delle nozioni didattiche attraverso una forma ludica, facendo divertire i ragazzi, favorendo l’aggregazione sociale e l’inclusione, valorizzando le diverse provenienze e specificità. I bambini hanno presentato alcuni brani oggetto di studio degli incontri, utilizzando il corpo, gli strumenti e la voce nelle esibizioni “Clap clap song” – “En mi tribu” – “Carnivalito” – “Basta compiti” Anche la IIA e IIE, dirette dal maestro Armando Cosimo Ciardo, hanno sperimentato, attraverso una metodologia ludico-esperienziale, quelli che sono i fondamentali parametri del suono in sintonia con i traguardi di competenza previsti per la disciplina Musica per la seconda classe Primaria delle Indicazioni Nazionale per il Curricolo. Insieme hanno avuto momenti in cui il gioco e il senso motorio hanno fatto da supporto nella scoperta dei diversi parametri del suono, hanno sperimentato e classificato in base a questi parametri anche i suoni che possiamo produrre attraverso il nostro corpo (Body Percussion) arrivando alla sonorizzazione di alcuni brani musicali. Dal corpo si è passati alla sperimentazione dei suoni con strumentario Orff fino ad arrivare all’esecuzione di brani appartenenti al repertorio musicale di musica colta. La loro esibizione ha compreso i brani MINUETTO, la DANZA DELLE ORE, AULD LANG SYNE (la danza delle candele). Inoltre, con i primi 5 suoni della scala musicale, hanno rappresentato la PENTAFONIA (DAL DO FINO AL SOL) , CANTO DO, PRIMO GRADINO DO-RE, DO-RE-MI, VADO AVANTI, COME UN FURBO TOPOLIN, FRA MARTINO, SENTIAM NELLA FORESTA. La terza parte della loro esibizione ha visto realizzati la MARCIA DI RADESKY e la MARCIA ALLA TURCA. Un viaggio virtuale in giro per il mondo ha visto protagonisti i bambini delle quarte classi, diretti dalla Prof.ssa Valeria Giordano, iniziando dall’Irlanda con la danza “The South Wind”. I bambini hanno presentato una coreografia in cerchio, con l’ausilio di un elastico, che evidenzia l’appartenenza al gruppo e garantisce la flessibilità e l’elasticità. Ognuno può “sbagliare”, tirare e allentare, pur rimanendo sempre parte dello stesso sistema. Il cerchio rappresenta qualcosa che non ha un inizio e non ha una fine, simboleggia l’accoglienza dell’altro e l’inclusione. Il nostro viaggio è preseguito in America latina, con il brano “LA MARIPOSA”, del gruppo cileno Inti Illimani. Su questa canzone c’è stato il primo approccio dei bambini all’uso dello strumentario didattico. La versione, suonata in coppia, ha consentito ai bambini di imparare il senso della coordinazione, del ritmo e della condivisione di un lavoro fatto “con l’altro”, tutti elementi fondamentali per una crescita armonica dell’essere musicale. Il viaggio è poi ripreso per andare il Russia con il brano “LA DANZA DEI PULCINI NEL LORO GUSCIO”, tratto dall’opera “Quadri di un’esposizione” del compositore russo Modest Mussorgsky. È stato un primo approccio alla body percussion, una delle prime vie di comunicazione e di espressione corporea e ritmica. Con questo brano, si è voluto rendere omaggio all’ideatore di questa coreografia, GIOVANNI PIAZZA, venuto a mancare nello scorso aprile e colonna portante della diffusione dell’Orff-Schulwerk, metodologia adottata in questo Progetto e che prevede l’approccio e lo sviluppo musicale del bambino attraverso i canali della danza, del movimento e dello strumentario. Si è arrivati quindi nella Vienna ottocentesca, in cui il compositore Franz Schubert scrive i suoi “Momenti musicali” per pianoforte. I bambini hanno interpretato il “MOMENTO MUSICALE N. 3”, nella duplice versione suonata, prima dal corpo, poi con gli strumenti. Importante, è stata, per loro, la consapevolezza della suddivisione del brano in varie parti, ognuna delle quali è stata associata a gesti e movimenti diversi. Tra i vari strumenti, abbiamo sentito il delicato metallo dei triangoli, il legno dei blocks, il magico tintinnio delle sonagliere e la forza dei piatti sospesi, strumenti grazie ai quali i bambini sono diventati abili esecutori e strumentisti. Con “TACO Y PUNTA” del gruppo “Mazapan”, i bambini ci hanno portato in Argentina, ancora una volta il cerchio è stato simbolo di unione e amicizia, di inclusione e condivisione; e poi nel Quèbec, con la canzone “LES SEMELLES”, cioè: le suole delle scarpe. Il testo parla di un bambino un po’ birichino, che nelle sue avventure riesce a rovinare le suole di tutte le scarpe che indossa: di cuoio, di legno, di ferro, di feltro e, in ultimo, di crêpe. Riuscirà il piccolo combinaguai a trovare una soluzione? Il viaggio si è concluso in Ungheria, con la “Danza Ungherese num. 5” di Brahms. Anche questo momento è stato il frutto di un percorso guidato, “PENTAFUOCO”, che dalla body-percussion ha portato i bambini alla coreografia con fiamme rosse, gialle e oro, per interpretare il folklore di questa danza dal sapore popolare. La serata è stata intercalata dal gruppo di danza della Scuola media “Giovanni XXIII”, diretto dalla prof.ssa Marcella De Bonis, che ci ha presentato la danza “Cala cala lu panarinu” sul pattern della Quadriglia, contradanza popolare derivante da danze contadine francesi e inglesi diffusa poi nel Sud Italia. Le figure sono semplici e di spiccato riferimento corteggiatorio, ma di grande effetto. La seconda esibizione del gruppo danza è stata LA PUDDHICA, brano legato al festeggiamento dell’amore ritrovato e accolto con passione dall’amato con una specie di focaccia dal nome PUDDHICA. Entrambe le esibizioni di danza sono legate all’Unità Didattica trasversale di Educazione Civica relativa all’Alimentazione e raccontano quanto sia importante il cibo per comunicare, nella prima danza un panarinu contenente mele, un melone, una pera, una pesca e degli ortaggi e , nella seconda danza, una focaccia a rappresentare l’amore ritrovato. Un riconoscimento caloroso ai maestri di musica Ettore Romano, Anita Tarantino, Armando Ciardo, Valeria Giordano, alle tutor Tina Marrocco, Fedela Antonaci, Luisa Mastrolia, Rosy Giannini per aver saputo gestire benissimo una situazione complessa nella bellissima cornice del Cavallino Bianco. Ringraziamenti all’Amministrazione Comunale per aver reso fruibile un luogo simbolo di Galatina e aver ospitato tutti noi.

Lunedì, 13 Giugno, 2022 - 00:05