Galatina2028, il sogno è svanito

Maria Grazia Anselmi: "Un punto di partenza e non di arrivo." Entro il 26 marzo 2026 la proclamazione della città vincitrice scelta nella lista delle prime dieci aspiranti al titolo in cui non c'è Galatina. Interviene il PD di Noha

 Il percorso di Galatina verso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 si è bloccato. La commissione di sette esperti nominati dal Ministro della Cultura non l'ha infatti inserita fra le dieci città che, entro il 12 marzo 2026, saranno chiamate a difendere il progetto durante un'audizione pubblica a Roma, rispondendo direttamente alle domande della giuria.
Entro il 26 marzo 2026 ci sarà, poi, la proclamazione ufficiale della città vincitrice.
Il dossier di Galatina era intitolato: "Il sogno dei luoghi – ritmi, morsi e trasformazioni".
Il titolo richiama immediatamente l'identità profonda della città, legata al fenomeno del tarantismo (il "morso"), alla musica popolare (i "ritmi") e alla capacità di rigenerarsi (le "trasformazioni"). 
Simbolo cardine del dossier era il cerchio e rappresenta la comunità, la solidarietà e il ritorno alla piazza come luogo di condivisione. 
Galatina si proponeva come custode del tarantismo, fulcro mondiale di questa cultura immateriale, puntando parallelamente al riconoscimento UNESCO per il fenomeno.
Sfruttando la sua storia (gli affreschi di Santa Caterina d'Alessandria e i riti greco-ortodossi), la città si poneva come mediatrice culturale nel Mediterraneo.
 Il progetto non riguardava solo il centro storico, ma una rete di spazi che diventavano "parlanti":
Basilica di Santa Caterina d'Alessandria: Uno dei massimi capolavori del gotico e degli affreschi in Italia, citato anche dalla madrina d'eccezione Helen Mirren.
Cappella di San Paolo: Luogo dove storicamente avveniva la "guarigione" delle tarantate attraverso l'acqua del pozzo e la musica.
Ex Convento di Santa Chiara: Destinato a diventare un hub creativo per i giovani.
Una delle forze della candidatura di Galatina avrebbe dovuto essere il coinvolgimento territoriale:
Rete dei Comuni: 62 comuni della provincia di Lecce hanno aderito ufficialmente al comitato di candidatura, rendendolo un progetto corale di tutto il Salento.
Helen Mirren: L'attrice premio Oscar, ormai residente nel Salento, era la voce internazionale del progetto, definendo Galatina come "il meglio che l'Italia meridionale ha da offrire".
Il dossier includeva anche il pasticciotto eccellenza artigiana: Galatina rivendica con orgoglio di essere la culla del pasticciotto, nato nel 1745 nella pasticceria Ascalone. L'enogastronomia è vista non solo come turismo, ma come espressione di un saper fare tramandato nei secoli.

Le persone che hanno avuto un ruolo chiave nella predisposizione della candidatura sono: Simonetta Dellomonaco (Coordinatrice): Esperta di gestione culturale (già nota per il suo lavoro con l'Apulia Film Commission), è la figura tecnica che ha tratteggiato il percorso di candidatura e organizzato i tavoli di coprogettazione.
Il Comitato Promotore guidato dal sindaco Fabio Vergine, e dalla vicesindaca Maria Grazia Anselmi includeva una vasta rete di partner tra cui 62 comuni del Salento, scuole, associazioni locali e l'Università del Salento.
Il dossier integrava visioni di artisti e intellettuali locali, con l'obiettivo di trasformare il patrimonio immateriale (come il tarantismo) in progetti di sviluppo urbano contemporaneo.
 La Giuria Ministeriale è composta da  Davide Maria Desario  Presidente (Direttore dell'Adnkronos), Stefano Baia Curioni, Economista della cultura e docente alla Bocconi, Vincenzo Trione, Storico dell'arte e critico (Corriere della Sera), Vincenzina Diquattro, Esperta di valorizzazione territoriale, Luca Galassi, Esperto di politiche culturali, Luisa Piacentini, Esperta di comunicazione e beni culturali, Davide Rossi, Docente e saggista.
 La giuria non ha valutato solo la "bellezza" della città, ma la solidità del piano strategico contenuto nel dossier.
I criteri principali sono stati:  Capacità di innovazione: Quanto il progetto riesce a mescolare tradizione e linguaggi moderni. Sostenibilità economico-finanziaria: Il progetto doveva dimostrare di poter essere realizzato con il budget previsto (incluso il milione di euro del premio).  Inclusività e Partecipazione: Il coinvolgimento attivo della popolazione e dei giovani.  Eredità (Legacy): Cosa resterà alla città dopo il 2028 in termini di infrastrutture e crescita sociale.  Coerenza con l'Agenda 2030: Attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale.

"L’esclusione dalle finaliste -dice Maria Grazia Anselmi, vicesindaco di Galatina- non è certamente l’esito che ci aspettavamo. Accogliamo questa decisione con la consapevolezza di aver messo in campo il massimo impegno, con serietà, competenza e dedizione, così come un progetto di questa portata richiede.
Allo stesso tempo, scegliamo di guardare a questo risultato come a un punto di partenza e non di arrivo: un’occasione per continuare a investire e a far crescere Galatina dal punto di vista culturale. Il percorso intrapreso in questi anni dimostra che la città ha già saputo distinguersi, come testimoniano le numerose iniziative che hanno ottenuto una rilevanza nazionale e internazionale. Desidero esprimere un ringraziamento personale e sincero a tutti coloro che hanno messo passione, tempo e competenze per la costruzione di un progetto ambizioso, concreto e profondamente legato all’identità della nostra comunità."
"Il Circolo del Partito Democratico di Noha -scrive il segretario Michele Scalese- apprende con profonda amarezza l’esclusione di Galatina dalla rosa delle città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Un esito che mortifica una comunità intera, le sue energie migliori, il patrimonio storico e culturale diffuso che da anni attendono una visione seria, coerente e credibile.
Al di là dei facili slogan e dell’autocelebrazione che hanno accompagnato questa candidatura, il risultato parla chiaro: non è bastato annunciare né confezionare un racconto suggestivo se poi questo non è stato sostenuto da politiche culturali strutturate, continue e riconoscibili.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a una gestione della cultura fatta di eventi spot, feste effimere, iniziative senza continuità e senza una strategia complessiva. Mentre si investiva in “abbagli” mediatici, Galatina usciva dai circuiti culturali veri, veniva esclusa da festival di rilievo e perdeva occasioni di crescita e di confronto, rinunciando a essere protagonista di reti culturali sovracomunali e oggi ne paghiamo il prezzo.
Sappiamo che candidare una città a Capitale della Cultura non è un’operazione di marketing politico e non è nemmeno una scorciatoia per costruire consenso. È un percorso lungo, credibile, e risulta quindi difficile non leggere questa esclusione come la conseguenza naturale di un’amministrazione che ha spesso confuso la cultura con l’intrattenimento e la programmazione con l’improvvisazione.
Come Circolo PD di Noha esprimiamo il nostro rammarico per un’occasione persa, ma riteniamo doveroso dire con chiarezza che la responsabilità politica non può essere archiviata con leggerezza. Chi governa ha il dovere di assumersi fino in fondo il peso delle scelte fatte e soprattutto di quelle non fatte."

Tutti i dossier delle dieci città ammesse alla fase finale
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