“Vladimir Jankélévitch e l’altrove della musica”, una lezione di Giacomo Fronzi per l'Università Popolare galatinese

Secondo incontro, venerdì 13 novembre alle ore 18:00 in videoconferenza, con la programmazione dell’Università Popolare “Aldo Vallone”: ospite di particolare prestigio il professor Giacomo Fronzi, filosofo, pianista e critico musicale, che proporrà un tema che stimola la nostra curiosità e l’interesse di quanti sono appassionati di musica: “Vladimir Jankélévitch e l’altrove della musica”. Il relatore, che sarà presentato dalla presidente prof.ssa Beatrice Stasi, Giacomo Fronzi, laureato in Filosofia e in Musicologia, è dottore di ricerca in Etica e antropologia filosofica all'Università del Salento, dove svolge attività di ricerca presso la cattedra di Estetica, ed è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, distinguendosi sia come solista, vincendo numerosi concorsi pianistici, sia come maestro collaboratore al pianoforte del Coro polifonico dell'Università del Salento. Oltre ad articoli e saggi su riviste nazionali ed internazionali, ha pubblicato diversi testi approfondendo temi quali la relazione, le contaminazioni e la contemporaneità, ha esaminato il contributo di Adorno nello studio critico della musica, ha sviluppato una densa analisi della musica elettroacustica e ha scritto uno studio sulla figura di John Cage. La sua attenzione è rivolta a percorsi filosofico-culturali imprevisti e alla necessità di interpretare, nella sua multiforme varietà, gli sviluppi della musica contemporanea, profondamente intrecciata con la storia del pensiero, della cultura e della società. La sua riflessione, inoltre, è incentrata sulla relazione, intesa come dialogo tra i saperi e come modalità d'esistenza, ma anche come apertura all'altro e alla non-identità. Con un approccio ancora di tipo relazionale ha approfondito l'esperienza estetica, tanto rispetto alla produzione dell'opera d'arte quanto alla sua ricezione. Lasciamo alle parole del filosofo e maestro Giacomo Fronzi il piacere di avvicinarci all’ascolto della sua conferenza: “La musica ha questo in comune con la poesia e l’amore, e persino con il dovere: non è fatta perché se ne parli, ma perché si faccia; non è fatta per esser detta, ma per essere “messa-in-opera”. Ascoltando queste parole, verrebbe naturale riferirle a un compositore o a un musicista. Chi, se non un compositore o uno strumentista o un direttore d’orchestra, potrebbe voler chiarire che la musica non dev’essere detta ma fatta, suonata, messa in opera? E invece no, le parole che avete appena letto sono tratte da "La musica e l’ineffabile", un libro pubblicato nel 1961 e scritto non da un musicista, ma da un grande filosofo della musica, Vladimir Jankélévitch. A lui e al suo pensiero, che verrà collocato nel più ampio quadro dell'estetica e dell'estetica musicale, sarà dedicato l'incontro di venerdì 13 novembre.” Ricordiamo, in chiusura, che la conferenza, stante la situazione epidemica emergenziale, si terrà da remoto e pertanto si è creato un accesso aperto a soci e non soci sul sito dell’Associazione, unigalatina.it, per poter liberamente partecipare.

Venerdì, 13 Novembre, 2020 - 00:05