Com'è ormai tradizione 'La Notte della Taranta' interesserà Galatina in due giorni d'agosto:
Lunedì 17 agosto 2026, Galatina Ore 20.30 – Piazza Dante Alighieri
Compagnia Teatrodanza Skenè Salento Progetto vincitore del Bando Opera Prima promosso dal Comitato Scientifico della Fondazione La Notte della Taranta Antonio Castrignanò & Taranta Sounds e i Bottari di Macerata Campania.
Domenica 23 agosto 2026 con la 'Notte delle Ronde' che seguirà il Concertone e concluderà il Festival.
Venti piazze, venti approdi, un lungo percorso di ricerca sulle espressioni contemporanee della pizzica pizzica. Il Festival Itinerante 2026 de La Notte della Taranta, dal 30 luglio al 19 agosto 2026 attraverserà venti Comuni del Salento e sceglie Le vie del Mediterraneo come titolo e filo conduttore.
Un viaggio aperto all’incontro: accanto alle sonorità salentine, a risuonare sui palcoscenici del Festival sono le lingue minoritarie e i suoni dell’Aspromonte, le musiche dalla Sicilia, dalla Sardegna, dall’Albania e dal Marocco.
Il programma del Festival (qui allegato), realizzato con il coordinamento artistico di Fabio Chiriatti e Renata Nemola, offre uno spaccato nitido della pizzica pizzica come patrimonio vivente: una pratica performativa antica e comunitaria, capace di abitare la piazza, il corpo, la voce, che trova casa nel presente grazie ad artisti e progetti musicali che disegnano nuove traiettorie di ricerca e produzione musicale, ibridandosi con i linguaggi dell’elettronica, della musica classica, rinnovando così la vocazione polivocale del canto salentino.
Il Festival Itinerante attraverserà Corigliano d’Otranto, Zollino, Calimera, Carpignano Salentino, Cursi, Sogliano Cavour, Nardò, Alessano, Galatone, Cutrofiano, Sternatia, Melendugno, Ugento, Muro Leccese (Comune che per la prima volta partecipa al Festival Itinerante), Martignano, Lecce, Soleto, Galatina, Castrignano de’ Greci e Martano, accompagnando il pubblico verso il Concertone di Melpignano, in programma sabato 22 agosto sul piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani, con Ermal Meta, maestro concertatore e le coreografie di Fredy Franzutti.
«Il Festival Itinerante porta nelle piazze del Salento l’idea del Mediterraneo come spazio condiviso, “non una civiltà, ma mille civiltà sovrapposte”, come scriveva Fernand Braudel – dichiara il Presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Bray – In un tempo segnato dai conflitti, la cultura e la musica possono opporre alla logica della forza un’altra forza: quella della cooperazione, del rispetto e del riconoscimento di una comune umanità.
Con Le vie del Mediterraneo La Notte della Taranta riafferma la propria vocazione a fare della musica un linguaggio di pace e relazione, con un Festival che anche quest’anno vuole essere una storia fatta di molte voci».
«Il Festival Itinerante di quest’anno nasce da un lavoro di ascolto e di ricerca sulle forme in cui la pizzica pizzica trova casa nel presente», dichiarano congiuntamente Fabio Chiriatti e Renata Nemola, coordinatori artistici del Festival Itinerante.
«Abbiamo cercato di dare spazio a molte voci e a molti modi di attraversare questo patrimonio vivente: l’elettronica, la polivocalità, le nuove generazioni, le lingue minoritarie, la danza, il ritmo, i percorsi dei solisti e delle voci che da anni portano avanti un lavoro personale sui repertori salentini. Non ci interessava definire una forma unica o stabilire una gerarchia ma osservare una pratica che si sedimenta e si trasforma di continuo.
Il Festival non è una vetrina di concerti: è un luogo in cui la parola, il suono, la danza esprimono modi diversi di interrogare il presente attraverso esperienze artistiche diverse ma accomunate dal ricorso ai repertori che plasmano la storia musicale dei popoli mediterranei».
Nel programma del Festival trovano spazio le voci storiche, i solisti e gli interpreti della scena salentina, chiamati a proporre nuovi lavori, riletture, incontri. Il programma accoglie, tra gli altri, l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, Antonio Castrignanò & Taranta Sounds, Antonio Amato Ensemble, Giancarlo Paglialunga, Ninfa Giannuzzi, Enza Pagliara, Edoardo Zimba, Emanuela Gabrieli & Chora-Trad, Carlo “Canaglia” De Pascali, la World Music Academy e Fabrizio Nigro, la compagnia di danza Tarantarte guidata da Maristella Martella, i Briganti di Terra d’Otranto, Kamafei, Alla Bua, la Compagnia Popolare Salentina, Fonarà, il Collettivo Niuri Te Sule, la BandAdriatica, i Makarìa, gli Sciacuddhuzzi, Taranta Project & Marmo, Salvatore Galeanda, con un lavoro sulla lingua arbëreshë; i Mundial con Rachele Andrioli, Rocco Nigro e Redi Hasa. Spazio anche alle nuove generazioni, con approcci diversi e non sovrapponibili: dall’orchestra di comunità del Sistema Musica Arnesano, accompagnata dalle voci e dai danzatori under 35 della Fondazione La Notte della Taranta nella tappa inaugurale di Corigliano d’Otranto, ai progetti del Bando Opera Prima promossi dal Comitato Scientifico della Fondazione per esplorare il legame profondo tra tarantismo e universo femminile, assumendo come riferimento ideale il volume Lettere da una tarantata dell’antropologa Annabella Rossi, con l’Orchestra Da Vinci, Anna-Michela, Corpo, voce, guarigione, in programma a Sternatia domenica 9 agosto, e la Compagnia Teatrodanza Skenè che presenta Salento con le coreografie di Patrizia Rucco, in programma a Martano mercoledì 19 agosto. In questa direzione si collocano anche il progetto Idrusa di Consuelo Alfieri e la presenza dei Tamburellisti di Otranto Junior, segno di una trasmissione che coinvolge età, linguaggi e contesti esecutivi differenti.
Grande attenzione è riservata all’elettronica come campo di ricerca capace di aprire nuovi paesaggi acustici attorno alla pizzica pizzica: dalle esperienze di Trevize, di Kalàscima e di Inude con il Canzoniere Grecanico Salentino, fino alle sonorità del Marocco attraversate da componenti elettroniche dei Bab L’ Bluz.
Accanto alla scena salentina, Le vie del Mediterraneo aprono il cartellone a ospiti e progetti provenienti da altre aree d’Italia e da altre sponde musicali: Peppe Barra, figura centrale del teatro e della canzone del Sud, che riceverà il Premio alla Carriera 2026 della Fondazione La Notte della Taranta; Davide Ambrogio con Mater Nullius; Delia Buglisi con Sicilia Bedda; Pierpaolo Vacca con Ballu “Travessu”; Tenore Supramonte; Senduki; Zinharua; i Bottari di Macerata Campania accanto ad Antonio Castrignanò; Nubras Ensemble. Il Festival si muove a passo di danza: ogni tappa sarà aperta da La Scuola di danza, il progetto curato dai maestri e dai danzatori della Fondazione che accompagna il pubblico nel ritmo della pizzica pizzica attraverso movimento individuale, dialogo di coppia e ronda collettiva.
A Muro Leccese, San Cataldo, Galatina e Martano, inoltre, il programma accoglie il laboratorio dimostrativo sulla costruzione dei tamburi a cornice a cura di Biagio e Lorenzo Panico, dedicato al montaggio della pelle su cerchio con chiodi in legno, alle tecniche costruttive e al suono del tamburello storico.
Nel programma trovano spazio anche gli incontri, parte integrante di un Festival che mette in relazione musica, parola e pensiero critico.
A Galatone, Luciano Canfora dialogherà con Raffaele Gorgoni intorno a La parabola della Repubblica (Sellerio, 2026);
a Martignano, Miguel Gotor, finalista al Premio Strega Saggistica 2026, dialogherà con Massimo Bray su L’omicidio di Piersanti Mattarella.
L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980 (Einaudi, 2025); a Soleto, Ermal Meta incontrerà Sandro Cappelletto in Non abbiamo armi. Tre momenti che affiancano il percorso musicale e coreutico con una riflessione sulla storia, sulla memoria pubblica e sull’attualità.
Dopo il Concertone di Melpignano, il Festival si chiuderà domenica 23 agosto con La Notte delle Ronde nel centro storico di Galatina.
'Mediterraneo come spazio condiviso', La Notte della Taranta due giorni a Galatina
Previsto anche il il laboratorio dimostrativo sulla costruzione dei tamburi a cornice a cura di Biagio e Lorenzo Panico