"L’emergenza dovuta al covid non può continuare ad essere l’alibi per alimentare consuetudini ed inerzia"

Viviamo un tempo in cui siamo costantemente concentrati sul numero dei contagi e timorosi che il virus possa colpirci. Avvertiamo forte la mancanza di visione e di prospettiva perché impegnati sul quotidiano e sulle sue emergenze. Abbiamo il fiato corto, impegnati come siamo ad andare avanti nella consapevolezza che è nostro dovere lottare quotidianamente per preservare quanto di buono si è costruito negli anni, ognuno impegnato nel suo quotidiano con la paura che possano venire meno le energie. Questa emergenza sanitaria e socio economica è una emergenza che sappiamo quando è iniziata ma non ne intravediamo con precisione la  fine. Ma non dobbiamo arrenderci alle abitudini della quotidianità e dobbiamo impegnarci ancora di più per vincere l’inerzia di chi stenta o fatica a portare avanti gli obiettivi. Non possiamo essere noi i nemici del nostro futuro.
A partire dalla nostra Pubblica Amministrazione. I suoi modelli organizzativi, la fruibilità dei servizi, il miglioramento dell’offerta di questa Città, i lavori da completare e le strutture pubbliche da utilizzare: tutto questo non è facile da gestire. L’emergenza dovuta al covid non può continuare ad essere l’alibi per alimentare consuetudini ed inerzia. E’ urgente rigenerare la Città per renderla attrattiva e mettere in circolo le energie migliori per vivere più consapevolmente il presente e immaginare un futuro più luminoso. Sviluppare progetti chiamando i migliori professionisti. Tanti soldi arriveranno ai comuni nei prossime mesi e anni ma serve una rinnovata  voglia di fare e lo stimolo giusto per immaginare una Città più a misura delle persone che la vivono. L’emergenza e la paura dei mesi passati sembrano alle spalle e si avverte la necessità di un cambio di passo. Perchè scommettere su come rigenerare il nostro territorio è una sfida che dobbiamo raccogliere a piene mani, tutti insieme. La pubblica amministrazione, le associazioni, le singole persone, le parrocchie, i commercianti, gli artigiani, la scuola, i liberi professionisti, le imprese, le diverse forze politiche. Ognuno dovrà rendersi disponibile per dare il proprio contributo per rinascere.
Gli spazi ci sono, le infrastrutture anche e la volontà non deve mancare. Vorrei sollecitare l’Amministrazione che è da tempo impegnata a risolvere i problemi del nostro territorio e della nostra comunità a spingere di più sull’acceleratore per raggiungere gli obiettivi che già quattro anni fa erano alla portata. Occorre portare a compimento i lavori già finanziati e da troppo tempo iniziati ma che faticano a trovare una conclusione. Occorre assegnare gli spazi pubblici alle migliori proposte progettuali al fine di renderli produttivi sia socialmente che economicamente.
Partiamo dai progetti avviati per disegnare il nostro futuro:
1. Edificio scolastico polo I.  Piazza Cesari
I lavori non sono ancora terminati e non si comprende il reale motivo. I ragazzi hanno bisogno di spazi subito
2. Casa del Pellegrino. Via Cavour
I lavori sembrano essere finiti ma la struttura rimane chiusa e non utilizzata. Un progetto di utilizzo dello spazio esiste già ed è quello per cui i lavori di ristrutturazione sono stati finanziati nel 2015.
3. Centro Polifunzionale Colazzo, viale Don Bosco
La struttura è in evidente stato di abbandono. Eppure l'Amministrazione Montagna l'aveva già utilizzata nel 2014 per ospitare i concerti del Chiostro.
4. Cine Teatro Cavallino Bianco, secondo lotto. Torre scenica e foyer
A che punto sono i lavori? Come si intende assegnare l'utilizzo dello spazio, con quel procedura di evidenza pubblica. Auspicabile assegnare lo spazio a soggetti competenti e già con esperienza nella gestione dei teatri.
5. Circonvallazione, secondo lotto
Ad oggi la strada non è ancora utilizzabile eppure il primo tratto già utilizzato è diventato un’arteria frequentatissima anche per chi pratica attività all’aperto e la viabilità nell’area è notevolmente migliorata.
6. Ristrutturazione Museo Cavoti, biblioteca e giardino retrostante di pertinenza della Scuola Pascoli di via Toma.
I lavori non sono terminati e anche per questo la struttura non è ancora utilizzabile.
7. Ex Tribunale, Via Monte Bianco angolo Via Ugo lisi
A che punto è il progetto del trasferimento degli uffici con tutti i benefici che ne conseguono?
La nostra resistenza per questo presente deve trasformarsi in un preciso disegno del nostro futuro.
Andrea Coccioli
Italia Viva Galatina

Lunedì, 1 Marzo, 2021 - 00:06