Mamma ai tempi del coronavirus

La sveglia suona allo stesso orario, ma ci alziamo con calma. Anche oggi la scuola dell’infanzia sarà chiusa e così pure l’asilo nido. I miei bimbi resteranno a casa con me a giocare, guardare la tv, litigare, a riempire il tempo tra colazione, pranzo e cena. Non faccio nemmeno in tempo a prepararmi in bagno, che sento cadere fragorosamente per terra, per mano di una manina impaziente, la cassetta con molte centinaia di mattoncini Lego, di cui moltissimi di appena qualche millimetro.

Si apre “La Cassapanca” di Maria Luce Papadia

«La sera ognuno se rretirava a casa sua per la cena cu li masculi ca turnavanu de fore. Era quello il momento in cui la famiglia riunita intorno al desco si cuntava li pensieri e li pili de casa. Consumata la parca mensa, d’estate si usciva di nuovo fuori dalla porta e ci si sedeva allu pazzulu a chiacchierare con i vicini e d’inverno intorno alla limba de lu focu […] Era compito del nonno raccontare cunti fatterelli, culacchi ai quali noi piccolini eravamo appesi, immobili ed affascinati.»