"Non ripetere con la Fiera l'errore fatto con l'Ospedale di Galatina"

A cavallo tra la fine degli ‘60 e i primi anni ’80 Galatina poteva vantare una classe politica lungimirante e visionaria, che nel giro di due decenni regalò alla città due infrastrutture d’importanza strategica per il territorio: l’ospedale Santa Caterina Novella (inaugurato nel 1969) e il Quartiere Fieristico (inaugurato nel 1984).
Ben presto entrambe le opere segnarono indelebilmente la storia galatinese offrendo dei servizi alla cittadinanza e, al contempo, creando un importante indotto economico che ricadde sull’intera città. Il Santa Caterina Novella e il Quartiere Fieristico conferirono a Galatina una vera identità a vocazione sanitaria e commerciale, che la distingueva dagli altri comuni del Salento che ad essa guardavano come punto di riferimento.
La vicenda dell’ospedale è ormai nota e il percorso di depotenziamento dello stesso sembra ormai irreversibile, nonostante gli sforzi di alcuni gruppi di cittadini che hanno cercato di sostituirsi a una latitante classe politica. Ci perdonino i nostri nonni se non siamo riusciti a difendere un bene così prezioso che ci avevano lasciato in dote. Ma è notizia di queste settimane che stia per cadere anche l’ultimo baluardo dell’identità galatinese: con la delibera n. 27 del Consiglio Comunale del 28/06/2021 è stato stabilito che Il Quartiere Fieristico (o meglio, parte di esso) sarà riqualificato per ospitare gli uffici del nuovo Centro per l’Impiego di Galatina ed i comuni di Aradeo, Cutrofiano, Neviano, Seclì, Sogliano Cavour, Soleto. A questo, dovrebbe poi seguire la creazione di un centro di formazione e riqualificazione professionale, una fantomatica, ma ancora non ben definita, “Industry Academy Multisettoriale”.
Tutto molto interessante, se fosse un modo per ridare vita a una porzione del Quartiere Fieristico e intraprendere un processo di riqualificazione di un contenitore di eventi che, per decenni, hanno dato lustro a Galatina. Invece, il provvedimento è stato approvato dall’intera maggioranza con l’intento di cambiare definitivamente la destinazione d’uso dell’immobile, per giunta senza nessun sussulto da parte dell’opposizione. Anzi il provvedimento è stato accompagnato da dichiarazioni preoccupanti del consigliere De Matteis: “Il mercato fieristico è un cadavere ovunque nel mondo e Galatina non fa eccezione in questo. E quando un mercato è morto, non ha senso continuare ad investire”. Il consigliere continua: “faccio i complimenti all’assessore Mauro che ha tenuto le interlocuzioni necessarie e a tutta la Giunta per aver preso atto di questa morte ed aver sancito la fine della vocazione fieristica per il nostro quartiere fieristico”.
Affermazione singolare, e al tempo stesso inquietante, se si pensa che interi distretti strategici del Made in Italy si sorreggono su alcune fiere di settore che accolgono buyers di tutto il mondo, muovendo punti di PIL. Si pensi a Vinitaly o al Salone del Mobile (ma ce ne sarebbero almeno un centinaio da citare). A dimostrazione che il mondo delle fiere è vivo più che mai ci sono soprattutto i risultati della Ricerca Strategica sull’Impatto del Covid-19 sulle Manifestazioni Fieristiche Italiane di livello internazionale, condotta da GRS Research & Strategy, e promossa dal Comitato Fiere Industria (CFI) e dagli organizzatori fieristici associati, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Lo studio è stato fatto su un campione di oltre 1200 espositori (di cui oltre il 30% esteri) e di oltre 6000 visitatori-buyer (di cui oltre il 30% esteri). Questi alcuni dei dati più interessanti: - Il 78% dei buyer ritiene molto importante visitare fiere per la propria professione (per gli esteri 86%).
I ricercatori spiegano così questo dato: “La grande crisi che ha travolto il nostro settore, ha portato una conseguenza “positiva”, ossia i buyer hanno capito bene l’importanza delle fiere per il loro processo di acquisto, e se prima il valore era già molto alto, oggi questo dato fa percepire come spesso viene detto in varie situazioni, è solo nell’assenza che si comprende il valore della presenza.” - La percezione d’importanza delle fiere da parte degli espositori è ancora superiore (79% italiani e 88% esteri). Su questo dato, i ricercatori affermano: “Le fiere sono sempre stato uno strumento fondamentale per gli espositori, e questa forzata assenza dall’ambiente espositivo ha aumentato ancora di più (per quanto possibile) l’importanza del ruolo delle fiere per le filiere di riferimento.”
Per una lettura integrale dello studio lasciamo di seguito il link: https://www.grsnet.eu/approfondimenti/il-punto-di-vista-di-buyer-ed-espositori-delle-principali-fiere-italiane-importanza-delle-fiere-e-partecipazioni-future. Quindi, con buona pace del consigliere De Matteis, i numeri sembrano evidenziare che le fiere non erano in crisi in era pre-covid e probabilmente saranno fondamentali per la ripresa economica post-pandemica. E questo trova conferma anche nelle recenti dichiarazioni dell’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci: “Il sostegno al settore fieristico è fondamentale per rilanciare l’economia. Si tratta di un settore dall’indotto notevole – in Italia ogni anno muove 60 miliardi di euro - che include chi organizza le fiere, le imprese che investono e le città che le ospitano, dunque l’accoglienza, la ristorazione ecc.”
Analizzata la situazione generale del settore fieristico, ora entriamo nel merito della decisione politica a livello comunale. L’Associazione Galatina al Centro trova a dir poco discutibile il tentativo di celebrare il “de profundis” del Quartiere Fieristico. Innanzitutto per una questione d’identità. Galatina, al pari di Bari e Foggia, era l’unica città del Salento che poteva vantarsi di avere un Quartiere Fieristico riconosciuto dalla Regione Puglia. Questo status va assolutamente recuperato e sfruttato a favore della città. Riattivare Il Quartiere potrebbe significare creare nuovi eventi e fiere di settore, e perché no, anche riportare a Galatina tutte le manifestazioni che, a causa della sopravvenuta inagibilità dello stesso, si sono spostate in altri comuni. Il che aiuterebbe anche a destagionalizzare i flussi turistici. Inoltre, il recupero del Quartiere Fieristico permetterebbe il ritorno sul territorio galatinese di un indotto economico forse sconosciuto ai più. Ogni fiera di settore genera un flusso di persone e di denaro che muove l’economia di alberghi e b&b, di ristoranti e bar, di negozi al dettaglio e all’ingrosso, di professionalità nel mondo degli allestimenti (artigiani, montatori, elettricisti, service audio/video, etc), interpreti, hostess, facchini, e l’elenco potrebbe non aver fine. Sarebbe linfa vitale per il nostro commercio che non possiamo permetterci di perdere.
Questi motivi ci spingono a credere che non bisogna far l’errore fatto con l’ospedale. Questa volta la cittadinanza deve svegliarsi in fretta e non a giochi fatti, se non vuole esser defraudata di un’altra infrastruttura strategica per Galatina.
A tal fine, l’associazione è al servizio di chiunque voglia farsi sentire e voglia impegnarsi affinché il Quartiere Fieristico conservi la sua vocazione economica, mantenga la sua destinazione di contenitore di eventi, continui ad essere volano per il commercio, l’industria e l’agricoltura del territorio e non venga declassato a mero contenitore di uffici e di progetti senza una visione a lungo termine.

Lunedì, 2 Agosto, 2021 - 00:08