Quando qualche giorno fa, ironizzando sulla guida dell’amministrazione galatinese, dichiaravo che è Spoti il vero sindaco della città. Mi sbagliavo. In realtà sono due i primi cittadini: Spoti e Mellone.
Quello che è successo in queste ore, l’azzeramento della giunta e la sua riformulazione, non ha nulla di politico, né di deciso da Vergine. Non è nient’altro che una richiesta chiara del sindaco di Nardò: Camilla Palombini ha rifiutato di candidarsi nella Lega alle regionali e per questo va fatta fuori dalla giunta.
L’ex assessora, sfiduciata e poi sostituita, ha spiegato bene con una lettera, sul fatto che non è mai esistito alcun accordo sull’avvicendamento. Non faccio fatica a crederle.
Inoltre, l’ex assessora, in questi tre anni e mezzo, ha lavorato sempre con la fiducia dell’amministrazione, nessun atto è stato contestato o è andato in un’altra direzione rispetto alla maggioranza. Quindi se sfiducia è, è una sfiducia verso la maggioranza stessa. Tutto il resto è contorno, spostamento di pedine e rotazione, anche fisiologica, delle deleghe.
Tutto questo mentre la lista Avanti Insieme si ricompatta, dopo i grattacapi delle regionali, la svolta leghista non è stata digerita dai dirigenti storici e cambia assetto. Ma di fatto non cambia nulla.
Vergine appare in balia di alcune personalità che, però, ora va ricordato, sono le stesse ad averlo portato in auge.
E poi, ben due ciliegine sulla torta.
La prima: la sconfitta per la Capitale della Cultura 2028 non ha insegnato nulla, perché continuiamo ad essere uno dei pochissimi comuni senza un assessore alla cultura.
La seconda: non posso non sottolineare e prendere le distanze, chiedendo che lo faccia anche Vergine, il fatto che il segretario del sindaco, pagato con soldi pubblici, scriva su facebook: “Avete rotto il c.!”, commentando un comunicato stampa di una lista che legittimamente fa opposizione.
“Avete rotto il c.!”, "Il Sindaco prenda le distanze dal suo collaboratore che lo ha scritto su facebook"