Eutropia Architettura, studio associato che ha tra i fondatori Antonella Tundo, architetto galatinese, è stata selezionata come vincitrice per Premio Architettura Toscana 2026 nella categoria Spazi Pubblici, Paesaggio e Rigenerazione, da una prestigiosa giuria con il progetto da Piazza a Piazza per il comune di Certaldo.
Si tratta di un progetto che vede protagonisti Eutropia Architettura, Guicciardini e Magni, assieme a Filoferro architetti e a un ampio gruppo interdisciplinare.
Il progetto, nella sua interezza, è stato realizzato a più riprese tra il 2017 e il 2026, traducendo una visione di spazio pubblico di matrice variabile, estensiva, in grado di attraversare la città e di misurarla, arricchendola di contenuti e di tracciati dal valore semantico.
L'illustrazione del progetto è chiarissima:
"Certaldo alta è un borgo aggrappato alla roccia, piegato da un’orografia difensiva che trova il suo fulcro in Palazzo Pretorio.
Certaldo bassa ne rappresenta l’espansione ottocentesca, sviluppata secondo una griglia ortogonale, regolare, virtualmente infinita.

A collegarle c’è via Roma, quasi una faglia di contatto tra i due sistemi, il luogo della complessità, delle possibilità. Questa arteria diviene, nel progetto, la spina dorsale di interventi diffusi e capillari che accoglie la complessità senza risolverla né normalizzandola, ma creando un sistema, una rete in cui la connessione tra gli elementi è il vero valore aggiunto.
Legami materici e cromatici creano un flusso, un abbraccio architettonico e funzionale.
In piazza Boccaccio il disegno regolare della griglia che informa la nuova pavimentazione è rotto da una linea diagonale sul lato Est. Lungi da essere una direttrice arbitraria, tale linea è la prosecuzione della giacitura della vicina Via Roma all’interno della piazza.
Dalla collisione tra queste due geometrie (quella ortogonale dettata dalla Chiesa e quella diagonale dettata da Via Roma) si genera il disegno complessivo della pavimentazione.
Nella concezione, pur unitaria, del progetto d’insieme si adottano tre livelli di linguaggio specifici per ogni realtà insediativa, in grado di esaltare la complessità delle stratificazioni storiche e la ricchezza architettonica e culturale della città.
Nello specifico: la struttura medievale del Borgo Alto; la struttura di fine Settecento / prima metà dell’Ottocento, sviluppatasi senza disegno lungo la percorrenza tortuosa della strada pedecollinare di attraversamento della valle; infine la zona di sviluppo della seconda metà dell’Ottocento e prima metà del Novecento che si articola secondo un rigoroso sistema squadrato di strade ampie.
L’origine di questo lavoro è stata Piazza dei Macelli, progetto frutto di un concorso per un parcheggio pubblico, reinterpretato non più come mero spazio funzionale, ma come piazza lineare che connette gli ex Macelli al tessuto urbano. Il progetto si estende a Via Roma, Via XX Settembre, Via II Giugno e Piazza Boccaccio dove la pavimentazione in pietra, a fasce rosate e grigie, tesse un linguaggio comune tra gli spazi, li unisce, li lega.
I diversi luoghi sono inoltre messi in relazione da un sistema coordinato di elementi di arredo urbano in acciaio corten, concepito come una vera e propria calligrafia progettuale capace di conferire continuità e riconoscibilità allo spazio pubblico.
Lampioni, sedute, cestini porta rifiuti, rastrelliere per biciclette, totem informativi e ulteriori dispositivi di supporto si configurano come innesti puntuali che strutturano il percorso, orientano il fruitore e rafforzano la leggibilità della nuova configurazione urbana di Certaldo.
Il nuovo Centro Civico, ex stamperia, rivestito in laterizio -spiegano a Eutropia- dialoga con i volumi intonacati di bianco della città bassa, mentre in alto, sulla collina, la Rocca di Certaldo Alto, raggiungibile in funicolare, resta il riferimento che l’intero sistema urbano continua a traguardare. Non la somma di opere singole, ma una strategia capace di moltiplicarne il valore collettivo."
