Si è tenuta nel pomeriggio dell'8 ottobre 2026, presso la Prefettura di Lecce, una riunione del Tavolo Tecnico istituzionale convocata dal prefetto Natalino Manno per esaminare in maniera sinergica la situazione relativa ai recenti avvistamenti e alle segnalazioni di interazione del lupo appenninico con le attività antropiche nel territorio salentino, con particolare attenzione alle criticità rilevate nei comuni di Melendugno (nell'area protetta delle Cesine) e Gallipoli.
All'incontro, presieduto dal Prefetto e svoltosi anche in modalità telematica per agevolare il coordinamento interistituzionale, hanno preso parte i rappresentanti delle principali autorità civili, scientifiche e di tutela del territorio: l'Assessorato all'Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Puglia Francesco Paolicelli, la Provincia di Lecce, Le Amministrazioni locali di Scorrano e Melendugno, il Comando Gruppo Carabinieri Forestali di Lecce, la Direzione Generale e il Servizio Veterinario della ASL di Lecce, i dirigenti dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), i Dipartimenti di Medicina Veterinaria e di Bioscienze dell'Università degli Studi di Bari, i rappresentanti di CNR Iret, unitamente al direttore della Riserva Naturale Statale "Le Cesine" e al direttore del Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio, in rappresentanza dei parchi regionali salentini aderenti al Protocollo d'intesa con la Provincia di Lecce.
Nel corso dei lavori è stato evidenziato come l'attuale fenomeno di maggior avvicinamento dei lupi ai centri abitati e alle zone antropizzate sia riconducibile a una concomitanza di fattori, tra cui la scarsità di prede naturali sul territorio, l'elevata presenza di animali di affezione e il frequente ed errato abbandono di rifiuti organici, anche con l’intento di nutrire animali selvatici, circostanze che fungono da richiamo per gli esemplari.
Durante l’incontro, è stato effettuato un primo quadro conoscitivo degli avvistamenti e degli episodi di interazione segnalati sul territorio provinciale, al fine di individuare le aree a maggiore criticità. Nello specifico, si è dato conto di avvistamenti ed episodi di aggressione ad animali sulla fascia adriatica, nelle zone di Lecce, Poggiardo, Maglie e Scorrano, e sulla fascia jonica, tra Gallipoli e Casarano.
Appare ridotta invece rispetto al passato la presenza di lupi nell’area della Riserva Naturale Le Cesine, probabilmente per la forte riduzione della popolazione di cinghiali nella zona.
Nel complesso, il fenomeno risulta sotto controllo e non si registrano fattori di allarme rispetto alla presenza di popolazione di lupi.
Ad ogni modo, la Regione Puglia è in procinto di adottare un piano di gestione straordinaria del fenomeno, cui farà seguito l’emanazione di specifiche linee guida che saranno condivise al tavolo della Prefettura, coinvolgendo tutti gli Enti interessati, comprese le Amministrazioni locali e i rappresentanti delle associazioni di categoria dell’imprenditoria del settore alberghiero e dell’hosting, anche per sensibilizzare i titolari di strutture ricettive presenti all’interno di aree verdi sulla corretta gestione dei rifiuti, il cui abbandono attira questi esemplari.
In stretta collaborazione con ISPRA, Regione Puglia e Provincia di Lecce, sono state definite le basi per una strategia integrata di monitoraggio scientifico della specie, anche grazie al tavolo di lavoro da tempo attivo presso la Provincia di Lecce, che ha anche avviato un’attività di studio finalizzata a contemperare le esigenze di tutela della pubblica incolumità con quelle del rispetto della specie faunistica protetta.
La Provincia di Lecce coordina inoltre la Rete dei Parchi e delle Riserve Naturali del Salento per il monitoraggio dei mammiferi terrestri, un modello virtuoso di collaborazione interistituzionale che valorizza il ruolo degli enti gestori delle aree protette, quali soggetti istituzionalmente preposti alla tutela degli ecosistemi naturali e presidi territoriali privilegiati per la conoscenza, il monitoraggio e la gestione della presenza del lupo, anche in ragione della loro prossimità ai territori che ospitano i nuclei della specie.
Si è rimarcata l’importanza della circolarità informativa e di mettere a fattore comune le segnalazioni che pervengono al Comando Gruppo Carabinieri Forestali, che assicura una presenza capillare sul territorio provinciale, garantendo la prevenzione degli illeciti e il supporto informativo ai cittadini.
Nel richiamare la massima attenzione della cittadinanza, la Prefettura e le Istituzioni presenti hanno sottolineato la fondamentale importanza dell'adozione di comportamenti virtuosi da parte della popolazione per prevenire l'avvicinamento degli animali ai centri urbani, compendiati nell’unito decalogo predisposto su input della Regione Puglia da CNR Iret.
In particolare, la Prefettura raccomanda: L'adozione di adeguate misure di difesa passiva e di cautela per la tutela dei propri animali domestici (ricoveri notturni sicuri e recinzioni idonee); La rigorosa osservanza delle norme sul corretto conferimento dei rifiuti, evitando l'abbandono di scarti alimentari e organici;
La pulizia costante e la corretta gestione delle aree in cui insistono colonie feline, evitando di lasciare cibo incustodito all'esterno.
Tutti gli enti partecipanti hanno ribadito la ferma volontà di proseguire in un'azione congiunta, tempestiva e strutturata, coniugando la primaria esigenza di sicurezza dei cittadini e dei turisti con la corretta gestione e tutela della fauna selvatica secondo le normative vigenti.
Il Tavolo Tecnico rimarrà permanentemente attivo per aggiornare il quadro conoscitivo e monitorare l'efficacia delle misure concordate.
