“Me li darai quando la vita andrà meglio”

Si arrivava al solito centro commerciale e prima di scendere ero solito fare una 'spiega' molto semplice, dando pause e tono: 'mo'' che scendiamo ci sono dei ragazzi di colore, forse del tuo stesso Paese, che cercano di vendere libri di animali o di altri racconti, libri che tu hai già perché li abbiamo già comprati tutti, tutte le volte che siamo venuti. Sembrava aver capito perfettamente e in più mi sembrava fosse anche d'accordo. Si scendeva dalla macchina e la prima cosa che faceva era andare incontro o chiamare quel ragazzo di colore che vendeva i libri e cominciare a sfogliarli come se fosse interessato, anche se già li aveva.
Alla fine comprava sempre qualcosa, era più forte di lui, era un modo per aiutare quel ragazzo ed io che finalmente lo avevo capito, non fiatavo più. Generalmente il ragazzo chiedeva tre euro, ma di solito davo cinque e non prendevo mai il resto. - Me lo darai quando la vita andrà meglio – gli dicevo. E lui era felice.
Aveva appena cinque anni e voleva sempre dare qualcosa a chi si accorgeva che stava peggio, voleva dare anche ciò che aveva sognato e che io avevo comprato per lui. Ne faceva volentieri a meno.
Quella volta eravamo parcheggiati davanti a un supermercato. All'uscita una donna di colore seduta a terra con il suo bimbo di più o meno tre anni, chiedeva alle persone d'essere aiutata. Volle scendere dalla macchina e un secondo dopo era già seduto tra quella mamma e il suo bambino a parlare con loro, giocare col piccolino e condividere tutto ciò che aveva in tasca. Sempre così quando vedeva qualcuno col colore della sua pelle aveva sempre qualche parola da dire, da scambiare, aveva sempre un saluto anche per chi non aveva mai visto prima.
Quel pomeriggio all'imbrunire arrivammo al centro commerciale che lui chiamava “green” perché era immerso nel verde. Non spesi neanche una parola né il tempo per spiegargli le solite cose dei libri della giungla che aveva già, tanto sapevo che era tutto inutile. Gli diedi cinque euro e gli dissi: "Vai dal tuo amico, scegliti un libro, prendi il resto e vieni. Io ti aspetto qua." Lo scelse, parlava degli elefanti, diede a quel ragazzo suo “mico” cinque euro. Il ragazzo fece per mettere la mano in tasca per prendere i soldi di resto ma lui gli bloccò la mano. “Me li darai quando la vita andrà meglio”. Ma quella volta a dirlo non ero stato io.