Le Tabacchine del Salento raccontate dalle ragazze della 2F del Polo 1 di Collemeto

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, ricorrente l’8 marzo, La Commissione Pari opportunità, presieduta dalla professoressa Costanza Luceri, ha invitato alcune istituzioni scolastiche a riflettere sul ruolo che la donna ha avuto nella storia e nella letteratura fino ai giorni nostri.
Nella scuola secondaria di primo grado non c’è ancora modo di spaziare nel campo della letteratura in cui le donne hanno avuto ruoli molto significativi, c’è però comunque la possibilità di soffermarsi su quello che esse hanno rappresentato e rappresentano in seno alla famiglia e al paese di origine.
Le nostre allieve della classe 2F dell’Istituto Comprensivo Polo 1 di Collemeto, molte delle quali sono nipoti di donne che hanno coltivato e lavorato il tabacco, per aiutare la famiglia con un sia pur misero salario, hanno voluto ricordare non solo la laboriosità di quelle donne che si obbligavano al doppio lavoro per far star meglio i loro cari, ma anche la loro determinazione e la loro fierezza nella sfida ai padroni che volevano piegarle ai loro dictat o addirittura licenziarle per assumere lavoratrici forestiere.
Le tabacchine del Salento risposero con gli scioperi continuati, opponendosi con decisione ai ricatti dei proprietari e delle autorità cittadine, esponendosi anche all’eventualità di restare ferite o di perdere addirittura la vita, come spesso verificatosi in varie occasioni. Ciò significa che la donna ha in sé quella marcia in più che le ha sempre permesso di resistere a tutti gli ostacoli, di superare tutte le difficoltà, di rispondere pienamente a quello che la natura le richiede: dare la vita, sorreggerla in continuazione, consolarla nel dolore, difenderla con le unghie e coi denti da chi vuole calpestarla. Pur subendo le prevaricazioni dei caporali e padroni tracotanti, esse hanno continuato a fare la loro parte, cantando per sopportare caldo e molestie di ogni genere, ma rispondendo con la forza comune alle minacce dei pochi che da sempre hanno tentato di soffocare il loro grido di dolore e di annientarle. Diremmo, dunque, che la donna va celebrata non solo l’8 marzo, ma ogni giorno perché ogni giorno ella è presente con la sua dedizione a marito e figli e con il suo civile impegno volto a migliorare la società in cui vive.

ph di repertorio

Martedì, 9 Marzo, 2021 - 00:06