Inaugurato lo scivolo d'accesso alla cappella del cimitero della confraternita dell'Immacolata

Fernando Rizzo non dovrà più raggiungere la tomba della madre sulle spalle del figlio

Quasi una gestazione, ma alla fine è nato. Lo scivolo per poter accedere alla cappella dell’Immacolata del cimitero di Galatina, richiesto otto mesi fa da Fernando Rizzo, è oggi una realtà.
Il 55enne di Galatina, da anni sulla sedia a rotelle, lo scorso febbraio aveva inviato a questo giornale una lettera accorata in cui lamentava la mancanza di autonomia nell’accedere all’edificio, dove c’è la tomba della madre, per via dei gradini che non gli consentivano di entrare con la carrozzina.
La foto che aveva fatto circolare, che lo ritraeva sulla spalle del figlio per poter varcare la soglia della cappella e sostare davanti alla lapide della madre, aveva colpito tutti. Aveva dunque richiesto che si procedesse con la realizzazione di una rampa adatta a lui e a chi è in una situazione simile alla sua. Era giunto a un appello più forte tramite la stampa dopo aver trovato, alle richieste verbali, solo una serie di rimpalli di responsabilità che non stavano portando a una conclusione concreta. Oggi, 3 ottobre 2026, finalmente la storia ha avuto il suo epilogo felice.
“Sono contento di quanto è stato fatto - afferma Rizzo - devo ringraziare tutta l'arciconfraternita dell’Immacolata, il suo priore Adolfo Notaro che si è prodigato nonostante le non poche difficoltà, e tutti coloro che mi hanno dimostrato solidarietà in questi mesi.
Abbiamo ottenuto un risultato importante che non è solo mio. Spero infatti che da quanto accaduto possano trarre ispirazione tutte le altre confraternite e adeguare ogni cappella”.

Fernando Rizzo




Adolfo Notaro, nello spiegare i dettagli tecnici del lavoro fatto, grazie anche all’architetto Cosimo De Giorgi, è molto soddisfatto di quanto realizzato. “Il percorso non è stato semplice - spiega - ma abbiamo creato un’opera stabile, pulita, che non ha intaccato minimamente l’edificio. È infatti una rampa che può essere spostata qualora dovesse servire, nonostante sia strutturalmente molto solida. Abbiamo fatto da apripista, ci auguriamo, per chi vuole combattere fino in fondo il problema delle barriere architettoniche anche al cimitero”.
Presenti al taglio del nastro, oltre alla moglie e al figlio di Fernando, anche alcuni rappresentanti della confraternita dell’Immacolata (Pierluigi Balena, primo assistente, Carla Cafaro, segretaria del consiglio, e Gino Apollonio, consigliere), il sindaco di Galatina Fabio Vergine e la vicesindaco Mariagrazia Anselmi.
“Sono venuto per un plauso per la conclusione felice di questa vicenda - afferma il primo cittadino - ma io non ho alcun merito. Come amministrazione comunale non abbiamo potuto fare nulla per intervenire, quindi devo solo ringraziare la caparbietà di Fernando e l’attenzione fattiva della confraternita. Voglio inoltre sottolineare l’amore filiale che da questa vicenda si evince forte. Un figlio che prende sulle proprie spalle un padre per consentirgli la preghiera personale, non è una scena che si vede tutti i giorni”.
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