Per salutarlo, dopo averlo avuto come pastore per ventun anni, i suoi ex-parrocchiani di Uggiano la Chiesa, accompagnati dal Sindaco Luca Leo, sono venuti a Galatina con due pullman. Si sono mossi anche i fedeli di Sternatia, suo paese di origine. Tutte le parrocchie, le confraternite, i gruppi galatinesi e tutti i rappresentanti di Palazzo Orsini, guidati dal Sindaco Fabio Vergine, si sono dati appuntamento in Chiesa Madre, alle ore 19:30 del 2 ottobre 2026.
Davanti a tanti testimoni don Enzo Vergine, ha preso, con grande umiltà, 'possesso' della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Galatina: "Entro in questa comunità in punta di piedi, con il desiderio di conoscerla e di ascoltarla, di riconoscere il bene che già esiste e, poco alla volta, di scoprire insieme ciò che il Signore ci chiederà. La conoscenza avrà bisogno di tempo. L’affetto, invece, posso promettervelo fin da subito. Ed è con questa disposizione che desidero iniziare: volervi bene, condividere con voi un tratto della strada e imparare, giorno dopo giorno, a diventare vostro parroco."
"Permettetemi di rivolgere un pensiero di gratitudine a tutti i parroci che mi hanno preceduto. In particolare -era commosso don Enzo- desidero ricordare un sacerdote che qui ha esercitato il suo ministero e che occupa un posto particolare nella mia vita: don Fedele Lazari. È stato un sacerdote molto importante per me e per la mia vocazione, così come lo è stato per la nostra Chiesa diocesana. Sapere di entrare in una comunità nella quale egli ha servito, pregato e annunciato il Vangelo mi fa sentire dentro una storia che mi precede e alla quale sono personalmente legato."
E poi il saluto ai suoi fedeli uggianesi: "Infine, consentitemi, proprio in questo momento di inizio, un pensiero alla mia amata comunità di Santa Maria Maddalena in Uggiano la Chiesa, con la quale ho camminato per ventun anni. L’ho amata e da essa ho ricevuto moltissimo. Anche oggi sento che mi accompagna e mi sostiene in questo passaggio della mia vita. Porto qui il bene che lì ho ricevuto, perché nella Chiesa nulla di ciò che è autenticamente vissuto va perduto."

L’omelia di Padre Francesco Neri, Arcivescovo di Otranto, nella festa degli Angeli Custodi, si è sviluppata attorno alle parole del Vangelo: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli».
A partire da questo invito alla conversione, l’Arcivescovo ha indicato tre passaggi che possono guidare il cammino di don Enzo e della comunità della Chiesa Madre.
Il primo passaggio è dalla curvitas all’apertura verso Dio. La curvitas è il ripiegamento dell’uomo su se stesso, una chiusura che trova nel peccato la sua espressione. Convertirsi significa allora uscire da questo ripiegamento, smettere di avere se stessi come unico punto di riferimento e aprirsi nuovamente a Dio e alla sua grazia.
La seconda conversione è alla meraviglia e allo stupore. È la capacità di tornare a meravigliarsi per ciò che abbiamo intorno, riconoscendo in ogni cosa un dono di Dio: anzitutto nella creazione, ma anche nella bellezza, nell’arte e nel patrimonio che ci è stato consegnato.
A Galatina, ha ricordato l’Arcivescovo, abbiamo una ricchezza straordinaria, a cominciare dalla stessa Chiesa Madre. Convertirsi significa anche imparare a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo accanto e che spesso rischiamo di dare per scontato, riconoscendo nella realtà i segni della presenza di Cristo nella nostra vita.
La terza conversione è dalla grandezza all’umiltà. È il cammino della piccolezza evangelica, quella piccolezza che non significa debolezza, ma capacità di riconoscersi creature davanti a Dio e di mettersi al servizio degli altri. È la strada percorsa da Gesù, che ha scelto di farsi piccolo e di servire, e che trova un esempio luminoso anche in Maria e Giuseppe, nella loro umiltà, nella loro obbedienza e nella loro capacità di affidarsi a Dio.
Il Primo Cittadino di Galatina ha poi portato il saluto della Città promettendo "collaborazione e disponibilità" dopo aver salutato don Lucio Greco, parroco uscente della Chiesa Madre.
A nome del Consiglio pastorale ha parlato Silvia Maglio (qui il suo intervento in forma integrale): "Caro don Enzo, oggi la nostra comunità ti spalanca le porte e il cuore. Ti accogliamo tra noi e, nel consegnarci alla tua cura pastorale, ti chiediamo di essere per noi guida sicura nell'ascolto della Parola, fratello nell'ora della prova e amico solerte nel cammino della vita. Sii per noi maestro che alimenta il fuoco della fede, della speranza e della carità, affinché sotto la tua guida possiamo crescere nell'unità ed essere testimoni vivi della Comunione con Dio e tra i fratelli."
Ad affiancare don Enzo Vergine, in qualità di viceparroco, è don Stefano Antonaci, giovane sacerdote galatinese.
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