Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha nominato mons. Vincenzo Pisanello, galatinese, Vescovo di Oria, come componente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute per il quinquennio 2026-2031.
Insieme a lui fanno parte dello stesso organismo S.E.R. Mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico, Presidente; S.E.R. Mons. Marco Brunetti, Vescovo di Alba; S.E.R. Mons. Livio Corazza, Vescovo di Forlì-Bertinoro; S.E.R. Mons. Antonio De Luca, C.SS.R., Vescovo di Teggiano-Policastro; S.E.R. Mons. Douglas Regattieri, Vescovo emerito di Cesena-Sarsina; S.E.R. Mons. Paolo Ricciardi, Vescovo di Jesi; S.E.R. Mons. Enrico Trevisi, Vescovo di Trieste.
"L’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI -si legge nella comunicazione ufficiale- esprime a tutti i membri della Commissione i più sentiti auguri di buon lavoro, assicurando collaborazione e vicinanza nel servizio alla Chiesa e alle persone, con particolare attenzione alla cura, alla fragilità e alla salute."
“La pastorale della salute nella Chiesa italiana” (1989), è descritta come “la presenza e l’azione della Chiesa per recare la luce e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti se ne prendono cura. Non viene rivolta solo ai malati, ma anche ai sani, ispirando una cultura più sensibile alla sofferenza, all’emarginazione e ai valori della vita e della salute” (n. 19).
La Nota Pastorale della Commissione Episcopale per il Servizio della Carità e la Salute: “Predicate il vangelo e curate i malati. La comunità cristiana e la pastorale della salute” (2006) integra la definizione precedente riportando alcuni elementi che caratterizzano questa pastorale: - è continuazione dell’azione sanante di Cristo; - è finalizzata all’evangelizzazione e alla costruzione del Regno; - è compito di tutta la comunità cristiana; - si svolge mediante la parola e l’azione caritativa in un determinato contesto storico e culturale come risposta alle necessità del mondo della salute.
Fondamento della pastorale sanitaria è l’insegnamento evangelico che Gesù ha sviluppato nel suo ministero pubblico intersecando due atteggiamenti: la cura delle anime con la predicazione, la cura dei corpi con le guarigioni. E i dati biblici mostrano che le guarigioni costituirono una parte fondamentale dell’apostolato di Cristo. Questa eredità, il Signore Gesù l’ha affidata ai suoi apostoli: “Chiamati a sé i dodici diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorte di malattia e di infermità” (Mt. 10,1). L’originalità di questo testo evangelico è la sottolineatura del carattere simmetrico della missione di Cristo e di quella dei suoi discepoli per quanto riguarda l’aspetto della cura.
Dunque, il Maestro, conferisce il mandato di “andare e guarire” ai Dodici e agli altri discepoli che, nel corso della storia, si identificheranno con tutti i credenti, insostituibili prosecutori della Sua missione di salvezza. Inoltre, tutta l’azione della Chiesa apostolica è accompagnata dal segno delle guarigioni.
Nel corso della storia, l’opera di soccorso e di sollecitudine verso i sofferenti e le vittime delle molte povertà cresce nella Chiesa di pari passo con il diffondersi dell’annuncio evangelico. E, nel tempo, l’impronta caritativa acquistò sempre maggiore importanza, oltre a consolidare una configurazione operativa ed organizzativa in grado di rispondere in modo soddisfacente ai bisogni dei molti “debiles”.
Inoltre, eminenti figure di santi contribuirono a far sì che l'aspetto caritatevole s'integrasse con quello terapeutico, affinché coloro che assistevano gli infermi affinassero i loro requisiti professionali pur conservando quelli umani e religiosi. La storia mostra che quando l’intervento dello Stato in campo assistenziale era quasi assente, la Chiesa ha assicurato la sua presenza attraverso l'opera di innumerevoli istituzioni socio-sanitarie nelle aree più difficili e più problematiche della società.
La pastorale della sanità è dunque la risposta evangelizzante che la Chiesa, sacramento di salvezza, offre a chi è malato o disabile e a coloro che, in vari modi, se ne prendono cura. Per raggiungere questi obiettivi sono insufficienti i documenti del Magistero, la buona volontà di pochi “addetti ai lavori” (cappellani, religiosi/e, operatori pastorali…), i centri accademici di formazione…; è urgente che l’impegno sia assunto come incombenza da tutta la comunità cristiana nella varietà dei suoi membri. Ogni battezzato deve percepire ed attuare il comando di Gesù: “Annunciate il regno di Dio, curate gli infermi” (Lc. 9, 2), essendo un “soggetto primario” della pastorale della sanità in tutte le sue diramazioni." (dal sito della Chiesa Cattolica Italiana)