"L'ennesimo allarme lanciato dalla CGIL conferma ciò che denunciamo da anni. Ringrazio il sindacato per aver acceso nuovamente i riflettori su una vicenda che seguo quotidianamente e sulla quale, da quattro anni, insieme all'Amministrazione comunale, sono costretto a intervenire ogni estate per impedire quello che appare come un tentativo ormai ciclico di depotenziare il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Galatina."
Fabio Vergine, sindaco di Galatina, alle ore 13:29 attacca anche via social i vertici di Asl Lecce.
"Questa volta, però, c'è un fatto ancora più grave -rincara la dose il Primo Cittadino-. Dal mio insediamento ho sempre trovato interlocutori con cui confrontarmi, anche nelle divergenze. Con l'attuale Direzione generale della ASL Lecce, invece, mi sono scontrato con un muro di silenzio istituzionale.
Il 26 aprile 2026 ho trasmesso una PEC con la richiesta di convocazione urgente di un tavolo tecnico per affrontare la situazione del punto nascita di Galatina. La richiesta è rimasta senza risposta.
Nei giorni scorsi ho provveduto a sollecitarla. Anche questa volta nessun riscontro. Nemmeno il garbo istituzionale di una risposta.
"È un atteggiamento che considero offensivo -tuona Fabio Vergine- verso il Sindaco di una città, verso un territorio che serve decine di migliaia di cittadini e verso una comunità che pretende chiarezza e rispetto. Ma ciò che più preoccupa è il merito della vicenda. Qui non si sta discutendo della distribuzione di turni o di semplici esigenze organizzative. Qui si parla della sicurezza delle donne che partoriscono e dei loro figli.
Il D.M. 70/2015, all'articolo 2 dell'Allegato 1, non lascia spazio a interpretazioni. Gli standard per i punti nascita sono fissati per garantire la sicurezza delle pazienti e dei neonati.
La soglia minima ottimale è di 500 parti annui. Galatina supera ampiamente questo parametro. Altri punti nascita della provincia no. E c'è un elemento ancora più importante, che nessuno può ignorare: l'organizzazione strutturale dell'ospedale.
A Galatina il reparto di Ostetricia e la sala operatoria destinata alle emergenze ostetriche si trovano sullo stesso piano. Significa poter intervenire nell'immediatezza quando una complicanza mette a rischio due vite. Altrove questo non accade.
Chi conosce la realtà degli ospedali pugliesi sa bene che un ascensore fuori servizio non rappresenta un'ipotesi teorica ma un problema purtroppo frequente. E nessuno può accettare che, durante un'emergenza ostetrica, il destino di una madre o di un neonato possa dipendere dal funzionamento di un ascensore.
Su questo non esistono margini di trattativa. Non consentiremo che logiche burocratiche, organizzative o, peggio ancora, ragionamenti che prescindono dagli standard di sicurezza possano mettere a repentaglio un servizio che rappresenta un presidio essenziale per un vastissimo territorio. Mi auguro sinceramente che anche quest'anno tutto si risolva, come già accaduto in passato, in un'inutile bolla di sapone e che le donne del nostro territorio possano continuare a partorire a Galatina con la serenità che meritano.
Ma questa volta il silenzio della Direzione generale impone un passo ulteriore.
Per questo motivo chiederò formalmente al Ministero della Salute l'invio degli ispettori ministeriali affinché venga verificato il rispetto del D.M. 70/2015, delle norme che disciplinano i punti nascita e delle condizioni organizzative e di sicurezza del reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Galatina. La salute non è materia di esperimenti. Le donne non sono numeri. I neonati non possono diventare vittime di scelte organizzative. Su questo il Comune di Galatina non arretrerà di un millimetro."
"In merito alle notizie circolate nelle ultime ore sul futuro del Punto nascita dell'Ospedale di Galatina, ASL Lecce precisa (alle ore 17:49, ndr) che al momento non è stata assunta alcuna decisione di chiusura del Reparto.
L’attività prosegue regolarmente e non è stato impartito alcun ordine di sospensione o trasferimento delle pazienti verso altre strutture aziendali.
Dal mese di giugno la Direzione Strategica monitora in modo continuo i volumi di attività, la dotazione di personale medico e i requisiti di sicurezza dei Punti nascita aziendali (Vito Fazzi, Galatina, Gallipoli e Scorrano), con particolare attenzione alle note carenze di organico di medici nelle Unità operative di Ginecologia di Galatina e Gallipoli.
Proprio per far fronte a questa criticità, sono stati attivati bandi di reclutamento e contratti a tempo determinato, nonché il coinvolgimento di medici in quiescenza, con l’obiettivo di rafforzare gli organici e garantire la copertura dei turni, in particolare notturni.
Nelle scorse settimane il direttore del Dipartimento materno‑infantile, i direttori delle Unità operative di Ginecologia e le Direzioni mediche di Presidio hanno rappresentato più volte le difficoltà nel mantenere un assetto pienamente sostenibile su quattro Punti nascita a gestione diretta, in un quadro nazionale e regionale di carenza di specialisti e di continua denatalità.
La situazione è quindi attenzionata e sotto costante osservazione, ma al momento non vi è alcun provvedimento di chiusura, bensì un costante monitoraggio legato alla carenza di personale medico.
La ASL Lecce intende rassicurare pazienti e familiari: non è stata impartita alcuna disposizione al personale dei reparti affinché inviti le gestanti a rivolgersi ad altre strutture. Eventuali segnalazioni in tal senso saranno verificate con la massima attenzione, nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza istituzionale.
La Direzione Strategica ribadisce la propria piena disponibilità a un confronto leale e collaborativo con tutti i portatori di interesse – istituzioni locali, professionisti, cittadini – e conferma che ogni scelta organizzativa sarà assunta privilegiando sempre la sicurezza delle cure e la tutela delle condizioni di lavoro del personale ospedaliero."
Punto nascita di Galatina, dura botta e risposta fra Fabio Vergine e la Direzione strategica di Asl Lecce
Il Sindaco: "Chiederò formalmente al Ministero della Salute l'invio degli ispettori ministeriali." Asl: "L’attività prosegue regolarmente e non è stato impartito alcun ordine di sospensione o trasferimento delle pazienti verso altre strutture aziendali"