In questi ultimi giorni, bambini e ragazzi, purtroppo, si trovano di fronte ad immagini di guerra, rappresentazioni per loro inspiegabili, per le quali non hanno i mezzi appropriati per comprenderle. La nostra scuola, da sempre, è stata attenta e partecipe alla vita sociale e si è fatta promotrice di diverse iniziative, avendo come fine ultimo solo quello della sensibilizzazione degli alunni alle problematiche attuali, sempre nell’ottica di una cultura della Pace.
Come spiegare, dunque, a bambini di sette anni, quello che sta accadendo in Ucraina? Alla loro domanda innocente “Perché si fa la guerra?” è stato duro rispondere: abbiamo cercato, sempre proteggendo la loro serenità, di colmare la curiosità, intanto non eludendo le domande, poi cercando di agire non in modo nozionistico, ma stimolando e accogliendo le loro riflessioni, al fine di incentivare la discussione aperta.
Si è cercato di far conoscere bisogni, difficoltà, sofferenze per comprendere che sono superabili e che è possibile uscirne solo con l’annientamento degli egoismi personali. Così, partendo da una collocazione storico-geografica delle due nazioni, Russia e Ucraina, abbiamo lavorato in un percorso multidisciplinare che, attraverso storie, racconti, filastrocche, lettere personali ed elaborati grafico-pittorici ha cercato di contestualizzare il conflitto nella quotidianità dei bambini, senza banalizzarlo.
Alla base del nostro lavoro c’è stata la convinzione che un atteggiamento propositivo ai grandi avvenimenti, aiuta i bambini a non subire i fatti e le immagini, perché azioni e comportamenti sono gli strumenti adatti ad agire verso gli altri, per stimolare la benevolenza e la solidarietà. Il nostro compito di maestre è stato quello di spiegare ai bambini che la guerra è una scelta, così come fare la pace e costruire una cultura della pace è anch’essa una scelta… la nostra scelta!
Le insegnanti delle classi 2° A e 2° B della S.P. dell’I.C. POLO 2 di Galatina, Via Arno