Il maestro Toni Candeloro ha proposto di concedere al Comune di Galatina "una collezione d’arte personale sul fenomeno del tarantismo, che raccoglie opere rare datate tra il XVI e il XIX sec., che uniscono insieme iconografia antica, rare carte geografiche, incisioni, ritratti e riferimenti a figure chiave della medicina, filosofia, umanesimo e scienze naturali, connesse al contesto culturale e scientifico in cui si è sviluppato il tarantismo, unitamente alla relazione recante la descrizione degli oggetti parte della collezione e l’elenco con il valore economico degli stessi, con l’obiettivo di realizzare un Museo storico del Tarantismo – Collezione Toni Candeloro."
Il 17 dicembre 2025, il Sindaco Fabio Vergine, "considerata la rilevanza storico-culturale delle opere possedute, ha manifestato il formale interesse per l’acquisizione al patrimonio culturale della Città di alcune opere della suddetta collezione, al fine di rafforzare la conoscenza del patrimonio locale e di contribuire allo sviluppo culturale e turistico della Città, investendo allo scopo l’importo complessivo di € 45.000,00, per le annualità 2025 e 2026, con la possibilità di un incremento del patrimonio della collezione in parola a seguito dell’acquisizione di ulteriori opere proposte." A sua volta il 30 dicembre 2025, il maestro Candeloro ha dichiarato la propria disponibilità a cedere i beni di proprietà del patrimonio in oggetto, nei termini che saranno concordati fra le parti, integrando, altresì, l’elenco delle opere già trasmesso in precedenza, con ulteriori pezzi, ai fini di una di un’eventuale ulteriore valutazione e della acquisizione complessiva della collezione."
In una relazione a firma della dott.ssa Giovanna Bino, è contenuta una descrizione dettagliata dell’intera collezione, l’analisi del valore storico delle opere, la contestualizzazione territoriale e una valutazione economica approssimativa dell’intera collezione, stimata per un importo complessivo di € 90.000,00".
Dopo questo scambio epistolare la Giunta comunale di Galatina ha deliberato l'acquisto delle opere in possesso di Candeloro ed elencate nella relazione di Bini per un totale di 90000 euro (45000 nel 2025 ed altrettanti nel 2026).
Toni Candeloro è un importante collezionista e studioso di opere e documenti legati al tarantismo, oltre che del balletto classico. Il suo interesse per il tarantismo non è solo folcloristico, ma accademico e artistico. Candeloro possiede una vasta collezione privata che documenta questo fenomeno storico e sociale, tipico della sua terra d'origine (il Salento), con un focus particolare sulla sua trasposizione coreutica e iconografica.
La sua raccolta include stampe antiche, incisioni, spartiti e documenti che testimoniano come il tarantismo sia stato visto e rappresentato dai viaggiatori del Grand Tour e dagli studiosi nel corso dei secoli.
Candeloro ha analizzato il tarantismo con lo stesso rigore filologico che applica alla danza classica. Ha studiato come i movimenti del "morso della taranta" siano stati codificati nel tempo, cercando le radici coreografiche del fenomeno prima che diventasse un prodotto puramente turistico o commerciale.
Questa passione si è tradotta in creazioni coreografiche di successo.
Un esempio celebre è lo spettacolo "Morso Reale", dove il Maestro esplora il legame tra la danza popolare del tarantismo e la danza di corte, portando sul palco una visione colta e raffinata della tradizione salentina.
Le opere della sua collezione sono state spesso prestate per mostre tematiche.
Candeloro viene regolarmente invitato a conferenze internazionali per parlare del tarantismo come "danza di guarigione" e del suo impatto sulla cultura europea. In sintesi, per Candeloro il tarantismo rappresenta il "balletto classico del popolo", e la sua collezione serve a preservare l'autenticità di questo antico rituale coreutico-musicale.
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