Dopo quasi cinque anni di amministrazione, non è più credibile nascondersi dietro il confronto con il passato. Della vecchia amministrazione, gli attuali amministratori non possono più dire che faceva peggio: oggi il problema è sotto gli occhi di tutti, ed a distanza di quasi un quinquennio la città non è stata migliorata, anzi in troppi casi peggiorata. E questo è un dato politico che non si può più eludere.
Il decoro urbano non è un dettaglio, né un tema marginale da affrontare solo quando conviene. È il biglietto da visita di una città, il primo elemento che parla di un’amministrazione, della sua capacità di programmare, di controllare e di prendersi cura del bene pubblico.
Se il verde è trascurato, se gli alberi sono secchi, se le ville comunali restano incompiute o gestite male, se i cimiteri offrono uno spettacolo indecoroso, allora non siamo davanti a semplici disattenzioni: siamo davanti a una responsabilità politica precisa.
La promozione del territorio, attraverso le feste e gli eventi, ha senso solo se poi il turista trova una città decorosa, pulita e curata. Perché si possono anche attirare visitatori e turisti con il calendario degli appuntamenti, ma poi è l’immagine quotidiana della città a restare impressa. E oggi, purtroppo, sono spesso le fotografie pubblicate dagli stessi turisti a raccontare il contrario: criticità, abbandono, degrado e incuria. È una pubblicità negativa che pesa più di qualsiasi slogan.
Non basta celebrare il territorio: bisogna rispettarlo, manutenerlo e renderlo all’altezza delle aspettative.
A quasi cinque anni dall’insediamento, chi governa non può più né parlare della passata amministrazione, né invocare attenuanti. Doveva fare meglio, aveva il compito di fare meglio, è stato votato per fare meglio. E invece ha finito per ridurre la città nelle condizioni che oggi vediamo tutti. Ed è su questo che andrebbe aperta una seria riflessione politica, senza alibi ma soprattutto senza propaganda.
"A Galatina criticità, abbandono, degrado e incuria", l'allarme di Loredana Tundo
"Non basta celebrare il territorio: bisogna rispettarlo, manutenerlo e renderlo all’altezza delle aspettative"