Tra il 1866 e il 1867 il Salento, come altre regioni d’Italia, fu fortemente colpito dal colera, malattia contagiosa causata dal batterio vibrio cholerae e trasmessa da acque ed alimenti infetti, la quale si manifesta con astenia, febbre, vomito e diarrea imponente che porta a enormi perdite di acqua. La morte sopravviene per complicanze della disidratazione.
Radici
L’abbandono dei neonati indesiderati era molto diffuso presso tutti i popoli antichi. Nella Grecia di Solone e Licurgo non solo si considerava legale l’abbandono, ma si tollerava perfino l’infanticidio. Quest’ultimo era severamente vietato presso gli Ebrei, per i quali era invece legale la vendita dei figli illegittimi.
Nel 1837 a Blankenburg (Prussia) sorse il primo giardino d’infanzia (kindergarten) per iniziativa del pedagogista tedesco Friedrich Wilhelm Fröbel (1782 – 1852). Già in Francia ed in Italia da tempo venivano istituiti asili per bambini, con finalità prevalentemente protettive e di beneficenza, ma senza una vera e precisa finalità educativa.
Galatone, i cui abitanti si chiamano Galatonesi o Galatei; è un rilevante centro agricolo e in essa sono presenti numerose architetture religiose: in particolare la Collegiata dell’Assunta; il Santuario del Santissimo Crocifisso della Pietà; la Chiesa di San Sebastiano e San Rocco; la Chiesa di San Giovanni Battista; la Chiesa di San Francesco d’Assisi; la Chiesa della Madonna delle Grazie;
Il visitatore del centro storico di Galatina, che da piazza San Pietro s’inoltra in corso G.Garibaldi, all’altezza dei nn. 28-36 è attratto dallo stupendo portale bugnato di un austero palazzo cinquecentesco, accanto al quale è murata una lapide marmorea con incisa un’epigrafe, che nel 1914 è stata composta e firmata da Giovanni Porzio (1873 –1962), principe del foro napoletano e uomo
Poco lontano dal Parco archeologico di Roca Vecchia, in località Li Posti, in questi giorni è stato rinvenuto uno scheletro intero e ben conservato, all’interno di una tomba scavata nella roccia, sino ad ora rimasta coperta da una lastra e dalla terra.
Mons. Francesco Antonio Duca, ultimo vescovo di Castro, proveniente dalla Nunziatura Apostolica di Napoli, era bene informato in ordine alla disponibilità del Governo borbonico ad istituire scuole normali o di uniforme istruzione,come quelle che, a partire dal 1774, erano state istituite nell’Impero Austriaco dai sovrani asburgici.
Non doveva mancare e non mancò mai il necessario alle ragazze accolte nell’Orfanotrofio Femminile “Madonna della Purità” di Galatina, sorto per la munificenza del canonico don Ottavio Scalfo (1676 – 1759), che nel catasto onciario del 1754 risultava essere il più ricco ecclesiastico galatinese.
L’”apparizione” di quel cavallo bianco, sfocata dal pulviscolo reso visibile da lame di luce, come una sorta di madeleine proustiana, mi genera una pletora di ricordi ed emozioni tra esaltazione e malinconia.
Nel 1926 in Galatina erano in attività numerosi forni a legna che producevano pane per uso sia privato sia pubblico. Si dedicavano quasi esclusivamente a quest’ultimo almeno nove ditte che, secondo un’indagine effettuata il 28 dicembre, producevano complessivamente quintali 56,10 e dettagliatamente: Cretì Carlo q.li 2,80; De Pandis Giuseppe q.li 1,40; Giaccari Giuseppe q.li 4,50; Giaccari Luigi
Il lungo e costoso strascico finanziario seguito alla grande sete di Galatina del 1927 (v. articolo apparso su Galatina.it il 24.12.2012) si protrasse fino al 1932 e le sue penose vicende s’intrecciarono con quelle relative alla costruzione dell’acquedotto e della fognatura nella Città.
L’Ufficiale Sanitario Comunale, dott. Sante De Paolis, con lettera del 15 giugno1927 richiamò l’attenzione del Podestà di Galatina, Domenico Galluccio, sulla grave mancanza di acqua potabile, esistente in Città, Infatti all’inesistenza di acqua corrente di sempre si era aggiunta un’eccezionale siccità, per effetto della quale le cisterne erano vuote e si andavano prosciugando i numerosi pozzi alimentati
Ci sono tanti modi di apprezzare la vita, l’universo. Uno può essere di decidere per un breve viaggio, magari alla ricerca di qualcosa che è sempre sfuggito di mano. In quest’ambito, recarsi a Pavia prima del 16 dicembre può rappresentare un minimum accettabile. Il perché è presto detto.
Il Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Puglia il 20 maggio 1931 comunicò al Comune di Galatina il consenso del Ministero dei Lavori Pubblici alla contrazione di un mutuo dell'importo di lire 750.000 per completare la costruzione del 1° Edificio Scolastico Elementare.
Verso la fine del 1° decennio del secolo scorso, per la mancanza di un idoneo edificio scolastico (E.S.), la situazione delle Scuole Elementari di Galatina era divenuta oltremodo insostenibile. All'epoca le classi erano 23, quasi tutte molto numerose: per esempio, i maestri Giuseppe Attanasi e Pierina De Core nell'a.s. 1909-10 insegnavano a scolaresche di oltre 80 alunni ciascuna, mentre la maestra M. Addolorata De Core nell'a.s. 1910-11 aveva addirittura una classe di 110 alunni.
Nel 1°giorno di primavera di 100 anni fa (domenica, 21 aprile 1912), nell'oscurità serale e notturna di piazze, strade e vicoli di Galatina, divenuta totale in seguito alla rimozione dei lumi a petrolio, brillarono per la prima volta:










































