L'importante contributo di un giovane medico galatinese alla lotta contro il covid-19

Antonio Faraone lavora a Firenze presso l'Ospedale "San Giovanni di Dio" ed ha appena pubblicato uno studio sull'"Efficacia e sicurezza della ventilazione a pressione positiva non invasiva" sulla rivista internazionale Internal and Emergency Medicine

C'è un medico galatinese fra i tanti "eroi" che stanno combattendo, lontani dalla loro terra, contro il coronavirus. Il dottor Antonio Faraone, medico specialista in malattie infettive, presta la sua opera presso l'Ospedale "San Giovanni di Dio" della ASL di Firenze. Come riferisce l'Agenzia "firenzetoday" del 3 Novembre scorso, la Rivista scientifica "Internal and Emergency Medicine" ha pubblicato il 22 Novembre scorso un suo studio, realizzato insieme a suoi colleghi, classificato dalla detta Agenzia come "importante contributo" alla lotta al virus.
Antonio Faraone
Antonio Faraone ha quarantaquattro anni. Tra il 1990 e il 1995 ha frequentato il Liceo Scientifico A. Vallone di Galatina, per poi stabilirsi in Firenze, dove ha frequentato la Facoltà di Medicina e Chirurgia conseguendo la laurea in Medicina e, di seguito, la specializzazione in Malattie Infettive. Tra il 2007 e il 2009 è stato titolare di assegno di ricerca presso l’Università di Firenze. Successivamente (giugno 2009 – agosto 2010) ha fatto rientro in Salento, per svolgere la propria attività di medico infettivologo presso il reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Galatina. Tra il dicembre 2010 e il dicembre 2013 si è stabilito in Emilia Romagna, dove ha lavorato presso gli ospedali di Fiorenzuola d’Arda, Bologna, Scandiano e dove ha assunto, dal 2012, il ruolo di dirigente medico di Medicina Interna a tempo indeterminato. Dal dicembre 2013 ha fatto ritorno alla sua “seconda casa”, Firenze, per prendere servizio presso l’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’Ospedale San Giovanni di Dio, diretta dal dott. Alberto Fortini, luogo in cui tuttora svolge la propria attività. Da quasi un decennio, il suo ambito di interesse e di studio primario è quello delle infezioni nella popolazione ospedalizzata. Nel corso degli anni ha partecipato a numerosi congressi in qualità di relatore e ha curato oltre 30 pubblicazioni scientifiche (abstract, poster, articoli). Tra il marzo e il maggio 2020, nel corso della prima ondata pandemica che ha sconvolto l’Italia e il suo sistema sanitario, ha svolto la propria attività di medico infettivologo - internista presso il neonato reparto COVID-19 dell’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, attività ripresa dal 25 ottobre u.s., a seguito della nuova ondata epidemica che ha investito il Paese. Il 22 novembre u.s. ha pubblicato sulla rivista internazionale Internal and Emergency Medicine il manoscritto dal titolo “Effectiveness and safety of noninvasive positive pressure ventilation in the treatment of COVID-19-associated acute hypoxemic respiratory failure: a single center, non-ICU setting experience”, frutto dell’esperienza diretta maturata sul campo in tema di COVID-19.

Giovedì, 10 Dicembre, 2020 - 00:08