La morte di Piermario Morosini, calciatore dell'Udinese in prestito al Livorno, ha, nella sua tragicità, riacceso un riflettore che funziona a intermittenza: quello che illumina l'attenzione sul tema della disabilità. La sorella di Morosini è infatti disabile e per di più completamente sola, avendo perso sia i genitori che i due fratelli maschi. Di fronte a questo accadimento, il presidente dell'Udinese, Giampaolo Pozzo, ha immediatamente costituito un vitalizio
Il dubbio
Disabilità: non lasciamola(i) sola(i). Dopo il funerale di Piermario Morosini
Vilipendio della verità
Francia, Tolosa una mattina come tante: i bambini della comunità ebraica vanno a scuola. Ma qualcuno ha deciso di sparare su quei bambini, bambini ebrei...E' il 19 marzo 2012: c'è da non crederci. Non ci è dato sapere cosa scatta nella mente di un individuo, apparentemente normale, che lo porta ad un crimine del genere e cosa spinge interi gruppi di persone ad assumere atteggiamenti e comportamenti antisemiti è ancora più inspiegabile.
Democrazia dove sei?
A proposito di dubbi...pensavo: ma davvero ancora si può nutrire l'illusione che in Italia sia il popolo ad essere sovrano? Il triste caso del "povero" Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, che ha sottratto fondi al suo stesso partito, pensando di farla franca, fa ritornare alla mente che nel lontano 1993 noi italiani avevamo deciso, attraverso un referendum, di non finanziare più i partiti con soldi pubblici. In altre parole il popolo si era espresso molto chiaramente sul fatto che i partiti dovessero tornare
Sfigati
Oggi, giornata di esami in facoltà: i corridoi sono pieni di matricole (li riconosci dall'acne o dalle braccia incrociate che pigiano il libro contro il petto), di studenti fuori corso (li riconosci dall'occhio spento), di studenti lavoratori (eccolo lì, uno che chiede di essere interrogato per primo perché deve correre in pizzeria, non ha imbucato lo statino per prenotarsi, ma ne ha uno pronto), di studenti modello (con il libro aperto sulle ginocchia, senza leggerlo), di genitori (che spiano, sull'uscio dell'Aula Magna
La porta con il vetro rotto
Mesto, come la pioggia che bagna il suo ultimo giorno. Il 2011 svanisce nel rumore dei tappi di spumante che saltano per aria, ma è un rumore sordo. È una festa che sembra trascinarsi. "A cosa dovrei brindare? Al licenziamento di mio marito?", dice una giovane moglie. "Dal primo gennaio sono a casa anch'io, con tanto di stretta di mano e ironico arrivederci", tuona tristemente un trentenne che nel giro di dieci mesi ha assaggiato la gioia del trovare lavoro e il dolore del perderlo.
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