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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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'Lascio la Fim-Cisl dopo 25 anni e dieci mesi'. La mia missione nel sindacato

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Sergio Calo' Sergio Calo' Vorrei, e quindi vi invito a un bel sorriso per celebrare questo momento,che posso definire quasi epocale? Almeno per me, sì...! Si chiude un'era, spero positiva, durata 25 anni e 10 mesi. Termina qui la mia grande avventura. Sono nella famiglia sindacale della FIM CISL dall'Ottobre del 1979;da Segretario Generale, e poi reggente, dall'8 Aprile del 1986. Ho trascorso poco più di 25 anni della mia vita (esattamente la metà della mia attuale età anagrafica) a tempo pieno nel sindacato, nella nostra FIM:

gli anni più belli della mia vita. Quelli della giovinezza,della costruzione di una famiglia, dell'arrivo dei figli e della perdita di affetti fondamentali. Ma anche della voglia di fare, dei grandi entusiasmi e forte impegno, della necessità di far "crescere" la FIM in autorevolezza, tenacia, affidabilità e protagonismo, oltre che in crescita organizzativa e fondamentale consolidamento.
Ho preso in eredità una Fim di Lecce con poco meno di 500 iscritti reali nel 1986, lascio una Fim con oltre 900 iscritti ma che ha visto punte (alla fine degli anni 90) di oltre 1000 iscritti. Non nascondo di aver passato dei brutti momenti, situazioni che mi han fatto vedere i sorci verdi e mancare il terreno sotto i piedi, come la prima in assoluto ( e alquanto traumatica) vertenza della Sasn nel 1987 con lo sciopero di tre mesi e il ritiro della firma, mia e della Fim Nazionale, sull'accordo sottoscritto con Fiat. Come la vicenda degli appalti telefonici nel 1990, con la "cessione" di oltre 250 iscritti all'allora appena nata categoria della Cisl (Siliapt) ma, di fatto, confluiti via via nella Cgil, per un flop clamoroso dei dirigenti sindacali della Cisl.
Come, infine la "madre" di tutte le vertenze : gli 800 licenziamenti in Fiat con l'accordo dell'11.11.1992 e la Fiom che già allora minacciava di non firmare paventando la chiusura totale dello stabilimento Leccese.
Non solo lo stabilimento è sempre là ma, dal 2000 ai nostri giorni, abbiamo siglato accordi sindacali che hanno visto rinnovare la platea dei lavoratori con oltre 350 nuove assunzioni.
Non dico che siamo sempre stati infallibili. Abbiamo sicuramente fatto errori ma,credo, mai grossolani in quanto siamo riusciti a preservare la Fim, con i suoi uomini e donne, dal ruolo di marginalità lavorando sempre con coerenza e dignità; abbiamo espresso un sindacalismo serio che mantiene ciò che promette fissando obiettivi e finalità concreti, non utopistici, semplici ed efficaci alla comprensione dei lavoratori. Una Fim di grandi ideali così come di piccole cose pratiche, di elevata rappresentanza collettiva ma anche di indispensabili attenzioni individuali alla "persona". Una Fim,per scelta, di "sano moderatismo" che ci fa apparire, agli occhi di qualcuno, ora " troppo mordidi", ora "filo aziendali" se non, addirittura, rinunciatari al conflitto. Niente di più sbagliato!

 

"Moderato" viene dal Latino "est modus in rebus" (Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum . [Orazio, poeta latino 65-8 a.C.]) "C'è una misura nelle cose; vi sono precisi confini, oltre i quali e prima dei quali non può sussistere il giusto." Come dire che nelle cose ci vuole equilibrio, saggezza, normalità.
E' verso l'equilibrio e la normalità che abbiamo guidato il nostro sindacalismo in questi anni, confrontandoci con gli altri con pari dignità e costruendo un'azione il più delle volte unitaria, non scontata e obbligatoria, anzi attenta sempre alle attese dei nostri iscritti e alla "visibilità" e affermazione della Fim e della Cisl.
Le nostre scelte, negli anni, hanno apportato, via via, sempre maggiore consapevolezza e autorevolezza ai nostri dirigenti, convinti di dover dimostrare non di essere "dalla parte della ragione" (troppo velleitario) ma dalla parte di chi "ragiona" e quindi cerca soluzioni, percorre corrette relazioni sindacali, firma accordi...insomma quello che dovrebbe fare il vero sindacalista con umiltà e dedizione.
Lascio una Fim fortemente radicata nelle aziende Salentine avendo, negli ultimi due anni, vinto quasi tutti i rinnovi di RSU e dimostrato che lavorando sodo e programmando bene attività, iniziative, formazione dei quadri dirigenti, si può arrivare in pochi anni a vincere le elezioni in Fiat Cnh (dove siamo stati sempre terzi o quarti, cioè ultimi) estromettendo (in un colpo solo) la Fiom Cgil (un tempo,maggioritaria rispetto alla Fim).
La nostra forza è sempre la reale ed efficace presenza nelle fabbriche,nei luoghi di lavoro, in sede Confindustriale, nella Cisl. Non ci siamo mai sottratti alle discussioni, anche dure alle volte, per riaffermare la nostra voglia di autonomia e protagonismo, per affrontare "sul campo" i problemi e le questioni e combattendo, spesso, il forte rischio di burocratizzazione del sindacato, di mortale scollegamento dai problemi reali della gente.
Certo, ci siamo esposti alla critica di "eterni protagonisti", mi sono esposto ogni giorno alla altrui velenosa considerazione che mi etichetta un "immodesto intraprendente" con precisa (sbagliata!) collocazione politica...; ma delle critiche gratuite e delle considerazioni velenose, come delle periodiche lettere anonime,non me ne sono mai curato dando, invece, molto peso a tutte quelle persone, autentiche e disinteressate, che con i loro saggi consigli ed insegnamenti, mi hanno aiutato a riflettere e qualche volta,fatto cambiare idea.
Le sfide che attendono la Fim nei prossimi mesi e nei prossimi anni saranno sicuramente difficili e complicate, lascio però una Fim solida e matura a raccogliere le sfide, con un folto gruppo di giovani preparati a prenderne le redini e a guidarla, spero collegialmente, per i prossimi lunghi anni, molto meglio di come l'abbia fatto io.
La mia serenità è dettata dalla presenza di RSU e dirigenti sindacali nelle fabbriche, dall'ottimo lavoro di formazione degli ultimi 3 / 4 anni, dalle diverse peculiarità personali dei nostri quadri dirigenti tali da poter "marciare divisi" (chi nella contrattazione, chi nei servizi, chi nella formazione) pur rimanendo uniti!
Non di poco conto l'attuale rapporto con la Cisl di Lecce. Una Cisl, quella scaturita dall'ultimo Congresso, che ha totalmente sovvertito l'approccio e il rapporto subito negli anni scorsi, un rapporto (allora) basato sulla fedeltà alle persone più che a progetti e ai programmi, spesso improntato sul "vivi e lascia vivere". Oggi sono ritrovati e agevolati il dialogo, la discussione, la ricerca di una soluzione condivisa ai problemi, alle vertenze, alla vita confederale.
Anche nei momenti più delicati è indiscutibile la lealtà della Fim alla Cisl: pur dicendo pane al pane e vino al vino, ha mantenuto sempre schiena dritta e pari e piena dignità. Credo che tutto questo abbia determinato e inciso fortemente sulla qualità dei rapporti che intercorrono tra Cisl e Fim, tra noi dirigenti, di vera e franca amicizia, senza sconti ma di altrettanta serenità lavorativa.
Dalla Cisl di Lecce e dalla Fim e Cisl di Puglia mi aspetto convinto riconoscimento e doveroso sostegno al futuro e giovane gruppo dirigente della Fim di Lecce!
Oggi siamo chiamati a dare un nuovo volto alla Fim. Tolto il "tappo" (tale mi considero dal 2005) verranno eletti il Segretario Generale e la segreteria. La nuova dirigenza, giovane, di vertice, avrà davanti il compito di scegliere, assumere decisioni, governare i cambiamenti, guidare i delegati e i tanti dirigenti Fimmini.
Funzionale a quanto appena detto, è la proposta/indicazione che mi appresto a fare. A me la responsabilità di suggerire una persona, un bravo giovane che, per primo, può assumersi il ruolo di guida e indirizzo della nuova Fim, che abbia l'intelligenza delle scelte e l'umiltà del servizio, del coordinamento della nostra Fim. Che sia, riconosciuto da tutti, un capace Segretario Generale.
Aver intravisto grandi qualità, sperimentate attraverso un adeguato mini-affiancamento, in un giovane dirigente come Maurizio Longo mi fa essere sereno della proposta e più che convinto della vostra condivisione.
Maurizio arriva da un'azienda "storica" (la Omfesa), accanto a indimenticabili dirigenti sindacali (A.Catalano), svezzato nella Fim, "immunizzato" nella Cisl (è operatore di una, non facile,Unione Comunale da tempo), forgiato nel gruppo dei giovani protagonisti del rinnovamento della Fim di Lecce dal 2000 ad oggi. Maurizio Longo ha la stoffa e le potenzialità del Segretario Generale!
E ora veniamo a me...
Con voi ho vissuto momenti di impegno, di sconforto, di crisi, di difficoltà, ma anche di allegria, di gioia...di sana goliardia!
Con voi ho vissuto i migliori anni della mia vita perché considero la Fim ognuno di voi; ho svolto il mio impegno con volontà e passione cercando di tener fede a quei valori acquisiti fin dal corso lungo per Dirigenti ad Amelia nel lontano Settembre '85 : giustizia, uguaglianza, pace, solidarietà, tutela del lavoratore.
In fin dei conti, sono entrato nel sindacato soprattutto perché credo nel "soggetto socio/politico" capace di trasformare, migliorare la società e di dar concretezza alla scelta di rappresentanza e tutela "degli ultimi". E' in questo, solo per questo, che possiamo trovare un senso al nostro lavoro, al nostro impegno, operando concretamente, spendendo speranze, profondendo passione per la nostra "missione".
A questo ho adeguato la mia azione, per questo ho vissuto anni senza fiato, spendendo i migliori anni della mia vita, perché, come dicono i mitici Pooh, "un uomo assomiglia alla sua vita, eccitante o disperata, o consacrata ad una idea".
Non voglio fare bilanci, non conta chiedersi se ci sono, ci siamo riusciti, quanto ne sia valsa la pena... Conta averci almeno provato con forza e determinazione perchè Dio solo sa quanto questa società effimera, vuota e qualunquista, malata di relativismo, abbia bisogno di stimoli, dell'impegno di uomini scevri da interessi personali, onesti e leali,di un sindacato capace di "guidare" anziché "gestire".
Pensieri, questi, che mi hanno spinto ad accettare un nuovo impegno nel sindacato, oltre la Fim. Quando la Cisl di Lecce mi ha proposto un progetto di lavoro che rifondasse una categoria come la Femca, seppur con fatica e circospezione, ho accettato. Certo, dovrò rinunciare alle certezze consolidate in questi lunghi anni, avrò da riprogrammare e riorganizzare un lavoro esattamente come quando la Fim mi "rapì" a 23 anni. Ma sono sereno. Le prospettive in Fim si erano esaurite, diventate quasi tombali : dopo la rinuncia, più di qualche anno fa, a guidare la Fim di Ancona e la concreta impossibilità, di fatto, di arrivare un giorno, semmai, ad un incarico Regionale, portare avanti questa reggenza diventava, diciamolo, sempre più innaturale. Ma solo dopo l'esperienza tombale si può risorgere! E poi,quale categoria può andar meglio per concludere gli ultimi anni (o quanti il Signore me ne vorrà dare ancora) di impegno sindacale se non la Femca (calzaturieri-moda)con un papà calzolaio ( mia guida dal cielo ) e una madre sarta? Non vi pare?
Oggi, ormai Segretario Generale della Femca di Lecce posso ancora sentirmi felice, provare ogni mattina il consueto batticuore di andare a svolgere con entusiasmo la mia "missione" sindacale e sociale.
E così è giunto il momento dei saluti.  Accomiatarmi da voi, non lo nascondo, mi stringe il cuore...non è mai facile lasciare ciò cui si vuole bene. Devo alla FIM, che mi ha preso a 23 anni e mi lascia a 50 (una vita!) gran parte di quello che ho imparato, di quello che ho vissuto, delle tante persone che ho incontrato, di quello che sono.
Non posso che ringraziare il Signore per le cose e le persone belle che mi ha dato l'opportunità di conoscere,ma anche per tutto e tutti quegli che mi hanno deluso, che mi hanno fatto soffrire, ma, altresì, fatto crescere. Grazie a voi per i consigli, per la competenza, per la vostra capacità di ascolto, per i dissapori, e per la bella Amicizia di cui mi avete fatto dono. Grazie a voi che avete subito/sopportato/combattuto il mio non facile carattere spigoloso e decisionista, poco propenso all'ascolto. Grazie a Don Bosco. Senza di Lui, primo sindacalista Santo, senza la scuola metalmeccanica presso il Cnos Fp (Centro Nazionale Opere Salesiane-Formazione Professionale) non sarei mai stato qui tra voi. Grazie ad Antonio Nicolì, il primo a credere in me, fautore della mia "chiamata" all'impegno sindacale in Fim (Maggio 1984) e corresponsabile del "recupero" nella Femca.

Grazie a due miei "padri putativi sindacali": Franco Errico e Tommaso Bruno. Grazie a Beppe Farina che mi è stato sempre vicino in questi ultimi anni e, soprattutto, mi ha sostenuto in un periodo di sconforto anche con lunghe chiacchierate sotto il cielo Romano. A Bruno Vitali: con il suo sostegno siamo diventati la prima organizzazione in Fiat dopo 20 anni, per iscritti e nella RSU. A Nino Spagnolo, amico vero, il cui contributo è stato determinante anche nell'impartire lezioni di ...nuoto ai miei figli, durante una bellissima vacanza trascorsa insieme (lo confesso: io non so nuotare!)
Grazie ai miei figli, nati con, e nella Fim, per i quali spero di essere stato, fin qui, un buon padre.
Grazie a mia moglie che riesce a stare ancora al mio fianco nonostante, credo, non abbia ancora compreso se amo più lei o la mia missione sindacale (amo più lei...fidatevi!). Lei mi ha fatto essere migliore. Mi fermo qui.
Auguro a voi tutti buon lavoro, infinita saggezza, capacità di discernere ciò che è giusto da ciò che è solo opportuno, di comprendere non solo quello che va bene per il domani ma anche, soprattutto, quello che andrà a beneficio dei giovani del "dopodomani" e dei lavoratori che verranno.
Ricordatemi, se volete, per le cose positive che ho saputo fare; scordatevi, se potete (come cerco di fare io) degli errori che ho certamente fatto. Ringrazio Dio per quello che mi ha dato e per quello che mi ha tolto, ma soprattutto, per quello che mi ha restituito.
Viva la Fim,(è qui che lascio il mio cuore), lunga vita alla Cisl!


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